Opere pubbliche: ok in Consiglio al piano triennale, ma senza le nuove linee del tram

Ritirato l'emendamento con cui venivano "calati" i progetti nella delibera. Prima serve l'ok a una variante urbanistica del Piano regolatore. Il M5S: "Vittoria della buona amministrazione, la maggioranza si è dovuta adeguare". L'assessore Arcuri: "Parteciperemo lo stesso al bando per ottenere i fondi"

Con 16 sì e 11 no, il Consiglio comunale dà il via libera al Piano triennale delle opere pubbliche. Si tratta di uno degli atti propedeutici al bilancio di previsione, che dovrà essere approvato entro il 7 dicembre, pena lo slittamento al 2019 dei trasferimenti statali. 

Nella delibera, che raggruppa le infrastrutture da realizzare in città, tante sono state le rinunce. Ma soprattutto, nella seduta odierna, è stato ritirato in Consiglio l'emendamento che prevedeva la realizzazione delle nuove linee del tram. Il motivo? Serve prima una variante al Piano regolatore generale. Per essere "calati" nel piano triennale delle opere pubbliche, il progetto delle linee D-E-F-G dovranno seguire un iter che passa dalla commissione Urbanistica e fa tappa in Giunta, per poi ritornare a Sala delle Lapidi sottoforma di variante.

"Il ritiro dell'emendamento sulle nuove linee tranviarie, che l'assessore all'Urbanistica avrebbe voluto inserire nel piano triennale delle opere pubbliche è una vittoria straordinaria del gruppo consiliare del M5S - si legge in una nota dei pentastellati -. E' soprattutto la vittoria della buona amministrazione, del rispetto delle regole e soprattutto di una adeguata programmazione sullo sviluppo della città, che rimane l’unica garanzia alla qualità del risultato. Non si possono, infatti inserire interventi di questa portata che non siano stati previsti all’interno del Piano regolatore generale. E il sistema tram non è, ad oggi, previsto nel Prg di Palermo. Non si può chiedere al Consiglio comunale di operare una implicita variante al Prg e non si può chiedere allo stesso Consiglio di approvare contemporaneamente il cosiddetto progetto preliminare, con un rigo e tutto questo quasi di nascosto. Sulla base di questi rilievi la maggioranza ha dovuto prendere atto della situazione e adeguarsi a quello che dovrebbe essere il modus agendi ordinario di una buona e sana amministrazione: prima si adotta la pianificazione generale e poi si realizzano i progetti specifichi delle singole opere ed interventi".

L'amministrazione comunale però piange con un occhio. Ed Emilio Arcuri, assessore alla Rigenerazione Urbanistica e Urbana, afferma: "Il ritiro di questo emendamento non preclude la possibilità di partecipare entro il 31 dicembre al bando nazionale per ottenere gli ulteriori finanziamenti e per il quale predisporremo tutti i documenti necessari". Oggi invece è arrivata la conferma per gli stanziamenti per le linee del tram già esistenti (A, B, C più la E1, ovvero l'interscambio con il passante ferroviario) e per i parcheggi di interscambio. Per il sindaco Leoluca Orlando, "una scelta che promuove e valorizza il trasporto collettivo con i tram, che costituirà l’asse portante della mobilità cittadina nei prossimi anni".

Ferrandelli: "Ritiro emendamento è una vittoria politica"

"Malgrado le difficoltà finanziarie, dovute ai continui tagli dei trasferimenti nazionali e regionali, attraverso il programma triennale si potrà continuare ad investire sul miglioramento della mobilità sostenibile, parcheggi, manutenzione e illuminazione della città" sostengono i consiglieri di Sinistra Comune, secondo i quali "l’approvazione del programma triennale delle opere pubbliche è un passaggio importante per giungere alla definizione del bilancio di previsione del 2018". Ma per Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia, "si tratta del piano triennale più povero da 20 anni a questa parte. Non c'è nulla - aggiunge - solo tagli, quasi tutto è rinviato al 2019".

Il Pd vede invece il bicchiere mezzo pieno: "L’approvazione del Piano triennale delle opere pubbliche - dicono consiglieri Dario Chinnici, Rosario Arcoleo, Francesco Bertolino, Carlo Di Pisa e Giovanni Lo Cascio - modificato con alcuni emendamenti proposti dagli uffici, consente al Comune di poter avviare subito alcuni importanti interventi, prevedendone altri già dal prossimo anno: dall’accordo quadro sul pronto intervento in scuole e asili alla pulizia dei canali di maltempo, dal restauro del Teatro Massimo al secondo forno crematorio ai Rotoli. Previste anche numerose opere pubbliche finanziate dal Patto per Palermo, voluto e sottoscritto dal governo del Pd, al contrario dell’attuale esecutivo Lega-M5S che dimostra anche questa volta di dimenticare il Sud e la Sicilia. La maggioranza in Aula ha acconsentito a ritirare l’emendamento sulle quattro linee di tram non finanziate dal Patto per Palermo nella certezza che queste saranno inserite subito nel Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, il che consentirà alla città di partecipare senza problemi al bando ministeriale per reperire i 400 milioni necessari. Il tram resta un’infrastruttura prioritaria per Palermo per ripensare la mobilità e rilanciare il centro".

Si dichiara "scontento" il consigliere di maggioranza Ottavio Zacco (Sicilia Futura): "Il voto favorevole è solo un senso di responsabilità nei confronti della città, perché è chiaro che questo non è un piano triennale che coincide col progetto politico condiviso con il sindaco a giugno del 2017. E' già il secondo anno che posticipiamo interventi già programmati, chiaramente questo è il frutto della crisi che vivono gli enti locali e dell’assenza di dirigenti tecnici all’interno degli uffici comunali, ma è chiaro che non possiamo continuare a votare il bilancio con la programmazione delle opere pubbliche a fine anno".

“Il piano triennale delle opere pubbliche è lo specchio della condizione in cui versano i comuni di tutta Italia: poche risorse proprie, limitate capacità tecniche di progettazione, bassa riscossione dei tributi, difficoltà ad accendere nuovi mutui e un ritardo sostanziale nell'approvazione di atti di programmazione, dovuto per lo più proprio a queste condizioni". Così Toni Sala, capogruppo di Palermo 2022. "Non è un caso - conclude - che la maggior parte di questo piano sia finanziato con fondi extra comunali ed è evidente che dobbiamo ricorrere immediatamente a nuove competenze tecniche mediante nuovi concorsi, ormai improcrastinabili. Siamo rammaricati per il mancato inserimento delle ulteriori quattro nuove linee del tram, ma l’amministrazione attiva e la maggioranza si impegneranno a inserirle nel Piano urbano della mobilità sostenibile, così da consentire alla città di partecipare al bando e di accedere ai fondi. Le opere che saranno realizzate mediante finanza di progetto colmano solo in parte le carenze finanziarie che ci impediscono, per esempio, di stanziare subito le somme per i ponti, i viadotti e altri intervento che dovranno trovare spazio nel prossimo bilancio”.

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