Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Nuove linee del tram, Orlando promette: "Nei prossimi anni daremo lavoro a 7 mila persone"

Entro il 2026 dovrebbe essere completata una rete di 84 chilometri che trasporterà 80 milioni di passeggeri (oggi sono solo 8). Ecco alcuni dei numeri snocciolati dal sindaco assieme al ministro De Micheli e all'assessore Catania. Al Comune finanziamenti per 481 milioni: "Ne sono stati già stanziati 280, il resto con la legge di bilancio 2021"

Tram a Mondello - Il rendering di una delle nuove linee ammesse a finanziamento dal Mit

A opere concluse, entro dicembre 2026, il sistema tranviario di Palermo trasporterà qualcosa come 80 milioni passeggeri. Le linee oggi esistenti arrivano a circa 8 milioni: dato del 2019, che per l'anno corrente verosimilmente subirà un tracollo a causa del lockdown e delle restrizioni negli spostamenti imposte dal Coronavirus. 

Nei numeri c'è tutto il potenziale del tram, "che nei prossimi anni darà lavoro a 7 mila occupati". Ha esordito così il sindaco Leoluca Orlando nella conferenza stampa, organizzata con il ministro dei Trasporti e delle Insfrastrutture Paola De Micheli, per illustrare i dettagli del recente finanziamento da parte dello Stato delle 4 nuove linee (D, E2, F, G), che si snoderanno lungo 40 nuovi chilometri e saranno servite da 35 vetture: Stazione centrale-Giachery (via mare), Bonagia-via Basile (stazione Orleans), De Gasperi-Sferracavallo e De Gasperi-Zen/Mondello. Un piano da 481 milioni (sui 504 richiesti dal Comune), di cui oltre 280 milioni già stanziati e il resto (altri 200) "da inserire nella legge di bilancio 2021 - ha annunciato De Micheli - per poi essere trasferiti al Comune già da gennaio".

Dallo Zen a Bonagia, il tram in pillole | Video

I soldi, tanti, si aggiungono a quelli del Patto per il Sud: 296 milioni (cofinanziamenti di Comune e Regione inclusi), che serviranno per realizzare le tratte De Gasperi-Stazione centrale, Notarbartolo-Giachery, Stazione centrale-viale Croce Rossa e via De Gasperi (asse via Roma/via Libertà), Stazione Centrale-via Basile (stazione Orleans) e De Gasperi-viale Francia.

Una carrettata di denaro che, nelle intenzioni della politica (oggi si è rafforzato l'asse Palermo-Roma), porterà pane - inteso come lavoro - e mobilità. Il pallino del sindaco, che insiste sul "cambio culturale in atto" e sostiene che il completamento del sistema tranviario sia "il più grande intervento di manutenzione e riqualificazione urbana che riguerderà la città di Palermo". Tanto grande da affermare: "A casa tengo una carpetta con su scritto 'atti per la storia'. Il tram è il dossier più voluminoso". Quando tutto sarà finito, nel 2026 (ammesso che vengano rispettati i tempi), Orlando non sarà più sindaco. Bene che vada, potrà presentare il progetto definitivo nel 2022 prima di fine mandato. Ma questo è forse il testamento che lascerà alla città. E siccome come lui stesso ha detto non tanto tempo fa, "la gente si ricorderà di te per l'ultima cosa che hai fatto", sul tram sarà vietato sbagliare.

A cominciare dalla tempistica. L'assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, strenuo sostenitore di questa "visione della città, che migliorerà la vita complessiva dei palermitani" scandisce i tempi: "Le tratte finanziate con il Patto per il Sud andranno in gara entro il primo semestre del 2021 e sarannno aggiudicate entro dicembre 2021". Ed è questo il primo nodo al fazzoletto, per dirla alla "Striscia la notizia". E ancora: "Ogni giorno 100-120 mila palermitani lasceranno a casa la macchina per usare il tram". Altro nodo al fazzoletto.

Il ministro De Micheli, sulla stessa lunghezza d'onda dei vertici dell'amministrazione comunale, ha rivendicato gli "sforzi del governo per sostenere il trasporto rapido di massa, che avrà un impatto notevole sulla qualità della vita. Il 40% di chi ora va in auto a Palermo userà il tram. I nostri calcoli ci dicono che in un anno circoleranno sulle nuove linee 26 milioni di persone. E pazienza se ci saranno inevitabili disagi, noi combattiamo ogni giorno come dei leoni per aprire i cantieri. Una volta conclusi i lavori i vantaggi saranno evidenti per tutti". Poi però la ministra del Pd si perde un po' sulle altre opere previste in Sicilia, come il collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina definito "altà velocità" quando in realtà è una velocizzazione. Salvo poi tirare fuori alcune sigle tecniche, "in gergo questo intervento - ha detto De Micheli - viene definito 'Av/Ac' (alta velocità/alta capacità)", per correggere parzialmente il tiro. Resta il fatto, ha aggiunto il ministro, "che sulle infrastrutture lo Stato sta investendo molto, 3 miliardi in tutta Italia".

Insomma, pane e mobilità. Il tram sembra la panacea per l'annoso problema del traffico: sarà così? Staremo a vedere. Nell'attesa, ecco altri numeri relativi alle sistema tramviario: 84 chilometri di rete in totale, 12 parcheggi interscambio (per quasi 1.400 nuovi posti auto) e un risparmio di tempo trascorso nel traffico di pari a 10 ore all'anno per utente, ossia -80 mila chilometri al giorno percorsi in auto, che significano -9.500 tonnellate di CO2 prodotte ogni anno.

L'ultimo step di questa infrastruttura è rappresentata dalle linee presentate oggi, che in sostanza dovrebbero portare il tram nelle borgate marinare di Sferracavallo e Mondello; allo Zen e a Bonagia (atraverso un nuovo ponte sul fiume Oreto); nel polo ospedaliero in cui si trovano Policinico, Civico e Ismett; e infine collegare il waterfront da via Lincoln alla stazione Giachery, previsto anche un parcheggio interrato al Foro italico. A quando l'inizio dei lavori? Ancora non si sa. Di certo c'è che i binari dove correranno questi tram non saranno delimitati da barriere come quelli esistenti. Niente trincee: i convogli saranno più lenti. Ciò comporterà la realizzazione di opere urbane accessorie: rifacimento di strade, marciapiedi, piazze, aree verdi. Argomenti che hanno determinato tra i consiglieri alle prese con il bilancio già le prime fibrillazioni. Il Comune dovrà metterci soldi di cui oggi non si ha contezza: "Il quantum - ha detto l'assessore Catania - lo sapremo a progetto definitivo. I fondi del ministero sono consistenti".

E il sindaco Orlando ha rilanciato: "I fondi potrebbero arrivare da un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. Può darsi però che non servano risorse aggiuntive, anzi che restituiremo soldi allo Stato. I consiglieri sono in fibrillazione perché hanno il desiderio spasmodico di realizzare l'opera". A fornire rassicurazioni ci ha pensato il ministro: "Abbiamo le risorse del 'piano di rinascita urbana', il Comune potrà accedervi se ne ha visogno per riqualificare i quartieri che insistono sulla tranvia". Le incognite però restano: tra queste c'è la sostenibilità del tram per l'Amat: "Vero è - ha concluso Catania - che oggi il tram incide negativamente sui conti dell'Amat, ma perché la rete è incompleta. Quando sarà completata i ricavi aumenteranno e probabilmente ridurremo pure l'importo del contratto di servizio". Un altro nodo al fazzoletto.

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