Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti nucleari in Sicilia? Musumeci convoca la Giunta: "Dimostreremo che è una scelta sbagliata"

Il governo regionale ha in mano "elementi tecnici inoppugnabili" per contestare la mappa delle aree potenzialmente idonee alla costruzione dei depositi di scorie radioattive. Musumeci: "Le preoccupazioni dei Comuni sono le nostre". Orlando: "No a imposizioni dall'alto"

"Siamo pronti a dimostrare che l’individuazione dei quattro siti siciliani che dovrebbero ospitare i rifiuti radioattivi è scelta che possiamo confutare. Già per domani pomeriggio ho convocato la Giunta di governo che darà mandato ad un gruppo di esperti - che prevede anche il coinvolgimento delle quattro Università siciliane - di predisporre un dossier che evidenzi la superficialità dei criteri utilizzati dal ministero per l’Ambiente nella scelta dei siti. La Sicilia, per la sua vocazione, specificità e condizione ha bisogno di ben altro".

Lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo in diretta a “Dentro i fatti”, su TgCom24, a proposito della mappa nazionale dei siti di possibile stoccaggio di scorie radioattive diffusa ieri che contempla l’istituzione dei depositi a Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula-Petralia Sottana e Butera.  

"Abbiamo elementi tecnici inoppugnabili per contestare questa scelta, in contrasto con tutti gli indicatori fisici, sociali, economici e culturali dell’Isola e lo faremo anche con il coinvolgimento dei Comuni interessati, che condividono le nostre preoccupazioni. La Sicilia - ha aggiunto Musumeci - anche per la sua alta vulnerabilità sismica e per la disastrosa condizione della viabilità interna, su cui la Regione non ha competenza diretta, non può permettersi né di ospitare né di trasportare rifiuti nucleari. E se per le strade provinciali aspettiamo da due anni l’invio di un commissario straordinario da Roma che avvii la manutenzione, per i rifiuti nucleari presenteremo al più presto una carta che illustri le criticità e faccia valere le nostre ragioni. Senza alzare la voce - ha concluso il governatore siciliano - perché più che manifestazioni e cartelli di dissenso servono in questo momento dati e pareri tecnici. Dimostreremo che, certamente per quanto riguarda la Sicilia, è stato preso un abbaglio".

Anche Leoluca Orlando, sindaco della Città Metropolitana di Palermo, commenta la notizia dell'individuazione delle aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: "Intendo esprimere tutta la mia solidarietà alle comunità e ai sindaci dei Comuni delle Madonie dei siti individuati per il deposito di rifiuti nucleari, si tratta di una scelta calata dall'alto senza valutazione né rispetto delle importanti vocazioni economiche e dei valori ambientalistici di particolare pregio e attrattività che questi siti rappresentano sia per il territorio metropolitano sia per l'intera regione".

E' un "no" unanime al deposito di scorie nucleari nelle Madonie quello delle istituzioni pubbliche e religiose, che si schierano al fianco dei sindaci di Castellana Sicula e Petralia Sottana. Nel territorio dei due Comuni ricade l’area di "Vicaretto", inserita nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) per accogliere un deposito di tipo superficiale per la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività. "Una scelta - si legge in un documento firmato anche dal vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante - che entra in contraddizione con gli stessi criteri posti alla base dell’individuazione delle aree eleggibili. Leggendo, infatti, il rapporto pubblicato dalla Sogin (società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti delle vecchie centrali nucleari) si scopre che uno dei criteri principali da tenere in considerazione è la vicinanza ad aree di parco o a luoghi di interesse naturalistico. E’ innegabile e tutti dovrebbero saperlo che nelle Madonie da anni esiste un Parco regionale che fa parte del circuito dell’European Geopark e conserva nella propria area oltre il 50% del patrimonio di biodiversità presente nell’intero Mediterraneo. Una situazione quindi che ci lascia perplessi, perché non vogliamo credere che ci possa essere qualcuno che vuole cancellare queste valenze ambientali stratificatesi e custodite attivamente in secoli di storia. In ogni caso noi non lo consentiremo".

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