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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Zisa

"Pretende l'affetto del nipote malato e lo perseguita", nonno condannato per stalking anche in appello

L'imputato si sarebbe disinteressato per anni del ragazzino e avrebbe poi voluto - anche con la violenza e le minacce -riallacciare il rapporto quando gli era stato diagnosticato un tumore. Sarebbe arrivato ad appostarsi nell'androne del palazzo in cui vivevano entrambi pur di avvicinarlo

Regge anche in appello la condanna per stalking a carico di un nonno che sarebbe arrivato a perseguitare il nipote e a minacciare la ex nuora pur di incontrare il ragazzino, vittima di una grave forma di autismo e che oggi ha 22 anni, pretendendo quindi - con atteggiamemti anche violenti - l'affetto del giovane. I giudici della terza sezione della Corte d'Appello hanno tuttavia deciso di dimezzare la pena inflitta all'anziano con il rito abbreviato: 4 mesi al posto degli 8 sanciti in primo grado dal gup Filippo Serio, alla fine di aprile del 2020.

Quella al centro del processo a carico di R. S., 83 anni, non è dunque la classica storia di persecuzione tra ex che si tormentano. L'imputato, come ricostruito dall'accusa, si sarebbe totalmente disinteressato per anni di quel nipote malato, che porta peraltro il suo stesso nome, nonostante vivesse pure nello stesso palazzo, alla Zisa. Si sarebbe improvvisamente ricordato di lui soltanto quando aveva scoperto di avere un tumore, non esitando anche ad insultare la madre del giovane, ad appostarsi nell'androne del palazzo pur di riallacciare i rapporti, provocando una tensione enorme e un profondo turbamento soprattutto nel ragazzino. Le presunte vittime, che avevano inizialmente denunciato i fatti, si sono anche costituite parte civile nel processo, con l'assistenza dell'avvocaro David Grasso Castagnetta. 

I rapporti si sarebbero incrinati quando, anni prima, la nuora dell'imputato si era separata dal marito, figlio di R. S. Da allora, l'anziano sarebbe arrivato ad ignorare anche il nipote, non salutandolo neppure quando lo avrebbe incrociato per strada. Nel 2017, dopo che gli era stato dignasticato un tumore, avrebbe invece chiesto all'ex nuora di riprendere i contatti, cosa che la donna aveva accettato. Ma per i modi piuttosto bruschi del nonno, che avrebbe rifiutato di incontrare il nipote alla presenza di uno psicoterapeuta, gli esiti sarebbero stati drammatici: il giovane avrebbe infatti iniziato ad avere paura del nonno e ad avere delle crisi soltanto a vederlo.

A quel punto l'imputato avrebbe iniziato con gli appostamenti, cercando di avvicinare il ragazzo e costringendo la madre ad uscire e rientrare soltanto se accompagnata da qualcuno o, addirittura, a non tornare a casa a pranzo pur di non incontrare l'ex suocero. Che l'avrebbe anche insultata ("maleducata", "vastasunazza", "troia") e a rinfacciarle di non aver saputo educare il figlio: "Dio vede e provvede, la malattia di tuo figlio te la sei meritata".

Dal marzo del 2018 fino all'inizio del 2020, gli episodi di minaccia e violenza si sarebbero susseguiti quasi quotidianamente, tanto da minare la serenità del ragazzino e di sua madre. Da qui la denuncia per stalking e poi la condanna in primo e secondo grado per il nonno, che si è sempre difeso sostenendo che voleva soltanto l'affetto del nipote.

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