Gli alunni dell’ICS Renato Guttuso scrivono a Mattarella: “Non sono numeri le vittime del Mediterraneo”

Gli alunni dell’ICS Renato Guttuso scrivono al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

I bambini della Classe IV A del plesso Vanni Pucci, dell’ICS Renato Guttuso di Carini, in provincia di Palermo, guidato, magistralmente dal dirigente scolastico prof.ssa Anna De Laurentiis, hanno inoltrato, stamattina, una missiva al presidente della Repubblica italiana prof. Sergio Mattarella. Una lettera che segue un percorso di educazione alla cittadinanza, previsto dai programmi ministeriali, e volto allo sviluppo dei temi dell’accoglienza, della pace e dell’integrazione dei popoli. Un progetto, durante il quale, gli alunni hanno realizzato, sotto la guida del prof. Antonio Fundarò, da decenni impegnato in progetti di educazione alla cittadinanza, anche delle pitture, olio su tela, ritraenti il mare della disperazione, le tavole delle imbarcazioni affondate con l’indicazione delle date dei più drammatici disastri, e il numero delle vittime per ciascuno di essi.

Nella lettera, gli alunni, a un sol fiato, scrivono: “Caro Presidente, siamo bambini di una quarta classe della primaria, impegnata da due anni in un percorso di educazione alla cittadinanza. Noi siamo piccoli, ma di fronte a lei che rappresenta questo Paese vorremmo dire che anche noi oggi abbiamo un sogno. Un sogno di Amicizia, di Solidarietà, di Pace. Noi sogniamo un’Italia che non sia più ferita dall’individualismo, divisa in fazioni, spaventata da chi sembra diverso. Un’Italia capace di accogliere chi la ama - indipendentemente dal colore della pelle - chi vuole lavorare per il bene di tutti. Non abbiamo grandi mezzi e le nostre forze sono limitate: abbiamo bisogno del suo aiuto! Caro Presidente, tanto tempo fa, un uomo chiamato Gesù disse “ero forestiero e non mi avete accolto”. Anche Gesù fu migrante, infatti, quando dovette fuggire per salvarsi da Erode. Il viaggio per lui non fu piacevole come non lo è, oggi, per i tanti, forse troppi, migranti del Mediterraneo. Sì, il mare che bagna, a sud, la nostra Sicilia. La nostra storia, Presidente, è fatta di fughe, esili, esodi. Anche due nostri compagni sono emigrati, perché i genitori hanno trovato lavoro, uno negli Stati Uniti e uno in Friuli. Perché allora, oggi, tanti bambini come noi devono annegare nelle acque gelide del mare? A Lei piacerebbe guardare, da lontano, le luci del porto e non poterlo raggiungere? Le piacerebbe stare in mare, in balia delle onde, mentre la temperatura si abbassa perché si fa notte, e sapere che la Terra dove c'è il papà, la Nostra Italia, non apre i porti per garantire il presente e il futuro di tanti bambini? A che serve parlare di educazione alla cittadinanza e, di rispetto, e poi nei fatti darci immagini vergognose come queste? Presidente, ci dia la possibilità, ancora, di essere orgogliosi della nostra bella Italia. Ci faccia sperare e credere che ci sia, davanti a noi, ancora un futuro di pace e amore. Saremmo felici, se lo vorrà, di consegnarle i quadri che abbiamo realizzato. I quadri che narrano e ricordano i disastri, le loro date e i tanti morti in mare. Si renderà conto, Presidente, che i numeri sono anche sogni, cuori, speranze, affetti, uccisi dalla nostra indifferenza. Con gratitudine per il tempo che ci ha dedicato”.

Alla lettera seguono le firme di tutti gli alunni “Alagna Eleonora, Carcioppolo Filippo, Carioti Giorgio Maria, Chilà Aurora, Crucillà Antonino, Di Mercurio Vita, Genova Mattia, Giambanco Salvatore, Giugno Nicholas, Lo Piccolo Asia, Lorello Emanuele, Maltese Serena, Marotta Sofia, Mazzola Alice Pia, Mazzola Asia Maria, Mortillaro Giuseppe Salvatore, Pirrotta Riccardo, Pumo Giorgia, Tedesco Giuseppe, Vallone Irene, Ventura Pietro”.

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