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Giovedì, 23 Maggio 2024
IN EMILIA

"A capo di una banda che trafficava droga", tre nipoti di Scarantino arrestati a Modena

I familiari del falso pentito della strage di via D'Amelio avrebbero gestito lo spaccio piazzandosi al vertice di un'organizzazione dotata anche di basi logistiche ed armi

Tre nipoti di Vincenzo Scarantino, il falso pentito della strage di via D'Amelio nella quale venne ucciso il giudice Paolo Borsellino con la sua scorta, sono stati arrestati in Emilia. Sono accusati, come riporta Il Resto del Carlino, di essere "a capo dell'associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga che a Modena ha portato questa mattina a 19 misure di custodia cautelare".

Polizia e carabinieri di Modena, su ordine della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Bologna, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale felsineo ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina. Sono state eseguite 45 perquisizioni domiciliari. L'attività, originata dalle congiunte risultanze acquisite dalla squadra mobile della Questura e dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Modena, avrebbe consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in relazione all'esistenza di un'associazione criminale, attiva quanto meno a partire dal 2018, dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

I tre fratelli Scarantino sono ritenuti dagli investigatori al vertice dell'associazione, con compiti di gestione e di reclutamento dei sodali, individuazione dei fornitori, individuazione dei luoghi di stoccaggio dello stupefacente. Il secondo livello sarebbe stato composto da altri soggetti con compiti di supporto materiale e logistico all'associazione (gestione dello stupefacente e rapporti con i fornitori ed acquirenti). Il terzo livello sarebbe stato costituito da corrieri, magazzinieri e prestanomi che favorivano l'associazione e ne consentivano il funzionamento. Infine, il quarto livello, sarebbe riconducibile a gruppi criminali dediti prevalentemente allo spaccio al dettaglio.

L'organizzazione, secondo le indagini, contava su una rilevante dotazione materiale costituita da armi, basi logistiche per la custodia di ingenti partite di droga, auto (alcune delle quali modificate per le finalità di trasporto delle sostanze stupefacenti) denaro, innumerevoli utenze e telefoni cellulari criptati. Nel corso delle attività d'indagin sono stati sequestrati 18 chili di cocaina, 5 chili di eroina, 300 chili di hashish, 92 chili e 95 piantine di marijuana, nonché 230 mila euro in contanti e 6 pistole con relative munizioni.

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