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Di Matteo sempre nel mirino della mafia, il Csm valuta il trasferimento

Il magistrato della presunta trattativa Stato-mafia ha avuto un lungo colloquio con il vicepresidente Giovanni Legnini e poi è stato ascoltato dalla terza commissione

E' ancora allarme sicurezza per il pm del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, Nino Di Matteo. Il magistrato è stato convocato dal Csm, dove ha avuto un lungo colloquio con il vicepresidente Giovanni Legnini e poi è stato ascoltato dalla terza commissione.

Durante l'audizione si è discusso della sua sicurezza. Il magistrato è da tempo nel mirino di Cosa nostra, tanto che il Viminale ha nel tempo aumentato sempre più le misure per la sua tutela.  L'ipotesi a cui starebbe lavorando il Csm è quella di un trasferimento per ragioni di sicurezza, forse alla Procura nazionale antimafia. Di Matteo non si sarebbe pronunciato sulla possibilità di accettare o meno il trasferimento.

Già nel marzo dello scorso anno Di Matteo era stato sentito dal Csm che gli aveva proposto il trasferimento. Il pm allora rispose di volere attendere l'esito di alcuni concorsi per i quali aveva presentato domanda, come quello per tre posti di sostituto alla Procura nazionale antimafia. Ma ad aprile del 2015 il Csm bocciò la sua candidatura. Nel luglio di quest'anno, poi, la seconda domanda del magistrato palermitano è stata respinta per vizi di forma

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