Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca Libertà

"Niente mascherine per i dipendenti dell’ufficio interdistrettuale dell’esecuzione penale esterna"

Interviene la Uilpa: "L’amministrazione provveda immediatamente alla fornitura quotidiana o applichi il lavoro agile"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Scarsa attenzione da parte della direzione dell’Ufficio Interdistrettuale dell’Esecuzione Penale Esterna e di messa alla prova di Palermo in merito alla salute del personale e alla prevenzione del Covid 19. Lo denuncia, in una nota, il segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione di Palermo Alfonso Farruggia che, rivolgendosi ai vertici dell’Ufficio - che ha sede nell’area della Casa Circondariale Pagliarelli - lamenta l’assenza, ad oggi, di una concreta interlocuzione con la sigla sindacale volta ad assicurare le adeguate condizioni di tutela dell’incolumità dei dipendenti. “Era stata fissata una riunione per il 23 novembre – spiega Farruggia – ma l’incontro è stato posticipato a giorno 30 del mese: un rinvio che, secondo la spiegazione ufficiale fornita dalla direzione, è dovuto alla mancata definizione del documento di valutazione dei rischi”.

Documento che è stato aggiornato ma non ancora sottoscritto dal medico competente. “Si tratta di un fatto gravissimo – spiega il segretario generale – alla luce dell’emergenza in corso: già da tempo, comunque, l’amministrazione avrebbe dovuto provvedere a mettere in atto ciò che la legge prevede in materia di contenimento del contagio, a partire dal ricorso al lavoro da remoto, laddove non indifferibile”. “La direzione – spiega l’esponente della Uil – assicura in realtà l’osservanza di tutte le misure di sicurezza previste ma occorre rilevare che le cose non stanno esattamente cosi: sappiamo, per esempio, che il personale non riceve con la regolarità prevista dalle norme vigenti né le mascherine chirurgiche né le FFP1 e 2, malgrado le chiare prescrizioni a cura del medico competente”. “Alla Uil Pubblica Amministrazione – chiarisce il segretario generale – non risulta che i dispositivi individuali di sicurezza vengano elargiti al personale con cadenza quotidiana: se così fosse, invece, invito chi di dovere a smentire, documentando però in maniera dettagliata”.

Farruggia ricorda inoltre che esiste un preciso obbligo che l’amministrazione è chiamata a rispettare, ovvero l’acquisto e la fornitura giornaliera delle mascherine necessarie, i cui effetti filtranti hanno una durata temporale molto limitata, compresa tre le sei e le otto ore. “Impensabile che i dipendenti possano provvedere a comprare a proprie spese i dispositivi – aggiunge – pertanto deve essere l’amministrazione a farlo, categoricamente: occorre ricordare che le mascherine, tra l’altro, garantiscono la sicurezza nell’arco di una sola giornata di lavoro e che, il giorno successivo, sono pertanto inservibili e devono dunque essere rimpiazzate con delle nuove”. Non è tutto. Il sindacato, di recente, ha chiesto ai propri iscritti se, nella fase sanitaria in corso, ricevessero le mascherine: è emerso che l’amministrazione non fornisce dispositivi di alcun tipo. “Un fatto di inaudita gravità- spiega Farruggia – dinanzi al quale non possiamo certo tacere: la mancata ottemperanza delle misure previste da parte della direzione rivela con chiarezza la scarsa attenzione manifestata, ad oggi, verso i lavoratori”.

Già lo scorso 29 ottobre la Uilpa di Palermo aveva chiesto un incontro urgente che, ad oggi, non si è ancora tenuto: secondo Farruggia, si tratterebbe di una condotta antisindacale di particolare gravità soprattutto in considerazione del momento problematico in atto e dell’obbligo di contrattazione vigente nel Ccnl. “Se non fossimo intervenuti a sollecitare l’amministrazione e il medico competente - precisa Farruggia - a produrre i referti delle visite effettuate per il riconoscimento dello stato di fragilità di alcuni dipendenti già da quasi un mese, gli interessati non avrebbero ancora ricevuto alcuna risposta”. “Malgrado alcune unità di personale siano state riconosciute come fragili – lamenta il segretario – esse sono ancora a lavoro, invece di beneficiare, laddove possibile, dello smart working per tutti i giorni lavorativi della settimana”. “Ribadiamo – si legge a conclusione della nota – che, laddove l’amministrazione non dovesse essere in grado di ottemperare alle prescrizioni del medico competente né all’acquisto delle mascherine, incluse quelle chirurgiche, allora occorrerà procedere all’organizzazione del lavoro in modalità agile: rimaniamo in attesa di iniziative a tutela del personale da parte della direzione, che invitiamo a verificare quanto segnalato dal sindacato”.

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