Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Un Capodanno "coi fiocchi": nevica, si brinda in treno al gelo

La dissavventura dei passeggeri del convoglio Palermo-Messina, partito alle 13 di giorno 31, che si è fermato tra Tusa e Santo Stefano di Camastra intorno alle 15 per un guasto. C'è chi ha sdrammatizzato, ma anche chi ha sofferto il freddo. "Roba da terzo mondo"

Sara Cusimano, Federica Dominici, Marta Rigano, Laura Buffa, Giulia Barcellona, Marco Faraone, Luigi Mazza, Mariano Buffa, Alessio Sgadari - foto Sara Cusimano

"Che facciamo a Capodanno?". La notte di San Silvestro già apparecchiata, l'adrenalina dei festeggiamenti, una casa da raggiungere. Ma l'idea di brindare con amici e parenti si è sgretolata lentamente. Durante un viaggio in treno, sulle rotaie innevate di un convoglio ferroviario poco abituato alla neve. Cronaca di un San Silvestro speciale. A raccontare a PalermoToday le peripezie sui treni palermitani bloccati dal maltempo sono i passeggeri rimasti intrappolati sulle carrozze mentre fuori il mondo celebrava l'arrivo del 2015. Pendolari, turisti per caso, dipendenti delle ferrovie, utenti occasionali. Un viaggio spezzato sul più bello. Il capotreno che dice "stop" informando che no, non si può più proseguire, neanche in auto o in bus perché l'autostrada è bloccata.

Chi la sera dell’ultimo dell’anno si è "incamminato" verso la città ha un’immagine in mente: lassù il cielo denso di nuvole, accanto le luci cittadine in lontananza e in mezzo fuochi artificiali a perdita d’occhio. Le parole di una "malcapitata", Sara Cusimano, scorrono via tutto d'un fiato, più veloci dei treni palermitani di Capodanno: "Eravamo sul convoglio (partito da Palermo alle 13,08) diretto a Messina, all'altezza tra Tusa e Santo Stefano di Camastra. Poi un guasto improvviso, che ci ha fatto fermare per più di sette ore senza nessuno che ci venisse a soccorrere. Molti di noi erano digiuni dal giorno prima, tra i passeggeri parecchi bambini e anziani che non facilmente hanno sopportato lo stress. Fortunatamente, essendo giovani, abbiamo tentato di sdrammatizzare la situazione di paura e allo scoccare della mezzanotte ci siamo riuniti in due vagoni per festeggiare il 2015, condividendo tutto ciò che avevamo proprio come una famiglia unita dalla stessa disavventura, nonostante il malessere e tutti i piani andati in fumo".

Feste improvvisate. Non è stato un episodio isolato. E' "nevicato sul bagnato", in altri treni di Palermo e provincia. C'è chi ha esorcizzato la "disgrazia", chi invece non è riuscito a ingoiare il brindisi amaro. Altro che Capodanno coi fiocchi, come racconta Federica Dominici: "Un guasto che dura dodici ore vi sembra la normalità? Sfido chiunque a sopportare questo stress con tre gradi all'esterno e senza riscaldamenti". Freddo, fastidio e poca voglia di stappare champagne. Questo invece il "secco" resoconto di Francesca Vicenzoni: "Ho festeggiato il Capodanno con perfetti estranei facendo il trenino nel corridoio di un intercity con due bambini con la febbre che piangevano: ecco la mia notte di San Silvestro".

Brindisi vagone (2)-2-2Mentre nei centri abitati si scatenano salve di fuochi artificiali, petardi e botti, sui treni scorrevano i party più alternativi. Nessuna bomba carta che fa tremare i timpani, solo pianti, lamenti e brindisi "annacquati" di qualcuno che quasi per caso si è ritrovato lo "spumante" in valigia. Così il dramma - per pochi attimi - improvvisamente è diventato quasi sollievo e souvenir di un momento unico. Con le "poetiche" lanternine dei vagoni che rosseggiavano silenziose, lontane dai colori rumorosi della città. Ma è solo una consolazione che viaggia sui binari della disperazione e dello sconforto. Binari ostaggio della neve, l'incubo che lievita a poco a poco.

E anche il servizio pubblico è stato così immolato sull’altare del maltempo. Così il classico conto alla rovescia è stato scandito dalle imprecazioni. La speranza di una mezzanotte con amici e parenti si è sciolta lentamente come la neve sulle montagne palermitane. "E' scandaloso - attacca Anna Maria Maiorana - ci hanno sballottati da un treno ad un autobus per poi riprendere il treno a Cefalù. E' tutto questo con due bambini piccoli. Situazione vergognosa, mi sono sentita nel terzo mondo". Fino a quando è arrivato il 2015. E anche il treno dei desideri ha trovato il suo brindisi.

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