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Neonata abbandonata in ospedale, la madre tace davanti al giudice e per ora resta in cella

La donna ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia. Era stata rintracciata e arrestata a Catania qualche giorno fa. Per la Procura sarebbe sparita nel nulla dopo aver lasciato la figlioletta di tre mesi, risultata positiva al Covid, a dei parenti

Ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere la donna accusata di aver abbandonato la figlioletta di tre mesi, poi risultata positiva al Covid, all'ospedale dei Bambini a metà ottobre. L'indagata è quindi rimasta in silenzio davanti al gip Piergiorgio Morosini e, visto che il suo avvocato, Matteo La Barbera, non ha chiesto la sostituzione o la revoca della misura cautelare, per ora resterà quindi in carcere.

La madre della piccola, sparita nel nulla per settimane, era stata rintracciata il 15 dicembre a Catania e arrestata in seguito alla richiesta formulata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Maria Rosaria Perricone. L'accusa è di abbandono di minore: per i pm, infatti, la donna avrebbe lasciato la figlia a dei parenti e poi non se ne sarebbe più curata. Inoltre, avrebbe riferito di essere bloccata in Romania e di non poter rientrare in Italia per via delle restrizioni contro la pandemia, ma - secondo gli investigatori - il suo telefonino avrebbe invece agganciato delle celle a Caserta.

All'ospedale dei Bambini, dove la piccola sarebbe stata portata da una zia, che inizialmente sarebbe rimasta con lei e alla quale avrebbe poi dovuto dare il cambio un'altra parente, la neonata era rimasta inevece completamente sola, tanto che il tribunale dei Minori aveva deciso di affidarla al direttore sanitario del reparto di Malattie infettive.

Subito erano partite le indagini per rintracciare la madre della bambina, ma inizialmente senza alcun esito. Nel frattempo una donna - che per la Procura sarebbe proprio l'indagata - avrebbe telefonato sia in ospedale che al Comune per spiegare che non avrebbe voluto abbandonare sua figlia, ma che sarebbe stata bloccata all'estero e impossibilitata a tornare. Una versione che, però, non viene ritenuta credibile perché dall'analisi dei tabulati telefonici la donna sarebbe stata invece a Caserta.

L'avvocato ritiene che l'indagata non volesse affatto abbandonare la bambina e che sarebbe stata veramente in Romania perché la sorella che si occupava dei suoi altri quattro figli si sarebbe gravemente ammalata. Per la difesa non sarebbe stata la madre della piccola a chiamare il Comune, anche perché non parlerebbe bene l'italiano, ma una sua amica che invece conosce la lingua.

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