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Foto archivio

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Gettò la figlia neonata nel cassonetto, chiesta una nuova perizia per la mamma

La corte d'assise ha chiesto la consulenza degli esperti sulle condizioni psichiche di Valentina Pilato, la donna che il 24 novembre 2014 gettò la figlia appena nata in un cassonetto per i rifiuti

La corte d'assise ha disposto una nuova perizia sulle condizioni psichiche di Valentina Pilato, la giovane donna che il 24 novembre del 2014 gettò la figlia appena nata in un cassonetto nella zona dell'Uditore. Secondo i consulenti del gip, la donna sarebbe stata capace di intendere e volere. Di parere diametralmente opposto quelli della difesa. I periti dovranno fornire alla corte un quadro delle condizioni della donna al momento del reato e nei mesi precedenti.

LA VICENDA - Tutto avviene il 24 novembre 2014. Il corpo di una bimba appena nata viene trovato all'interno di una sacca rossa in un cassonetto per i rifiuti in via Di Giorgi, nella zona dell'Uditore. E' in condizioni gravissime e muore in ambulanza durante la corsa all'ospedale dei bambini. Scattano le indagini, i carabinieri sentono i testimoni e passano al setaccio la zona. Poco dopo viene rintracciata la mamma. La donna viene accompagnata dal cognato in ospedale perchè in preda a una forte emorragia. Tassello dopo tassello, tra mezze ammissioni della donna e tanti dubbi, emerge la verità: a gettare il corpo della piccola è stata la madre che si è sempre difesa dicendo di avere compiuto quel gesto solo perchè credeva che la neonata fosse già morta. La donna, che ha altri figli, viveva in Friuli (dove lavorava il marito) ma il giorno prima del parto era tornata a Palermo. Dopo quella mattina, la donna ha trascorso dei mesi in struttura protetta per poi essere tradotta in carcere. Il legale, Enrico Tignini, ha presentato ricorso e il provvedimento è stato revocato. Il processo è stato rinviato al 30 maggio.

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