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Università: "Vietato allattare durante i test", neomamma fa ricorso e vince

La donna è stata ammessa al corso di Logopedia pur non avendo superato la prova a numero chiuso. I giudici: "La condotta non appare in linea con i principi di solidarietà sociale e di tutela della maternità"

Neomamma costretta a rinunciare al test di Logopedia all'Università perchè deve allattare e durante il concorso non si può, nemmeno sotto sorveglianza. La giovane non ci sta, presenta ricorso e vince. E' stata ammessa al corso di Logopedia anche se il numero chiuso era già stato raggiunto.

“La condotta dell’amministrazione non appare in linea con i principi di solidarietà sociale e di tutela della maternità - spiega la sentenza dei giudici del Consiglio di giustizia amministrativa -. La tesi difensiva dell’università secondo la quale alla ricorrente non è stato impedito di allattare appare rigidamente formalistica se non addirittura ipocritamente sofistica”.

I fatti risalgono a settembre 2014. La neomamma, dopo il no alla richiesta di poter allattare durante la prova, aveva comunque iniziato a svolgere il test e risposto a qualche domanda abbandonando a metà dell'opera per andare dal suo bambino di appena sei giorni. Nelle motivazioni del ricorso spiegava che, dopo la decisione della commissione, era caduta “in uno stato di disagio e di stress”.

Stress giustificato dal Consiglio. Sempre nella sentenza spiegano i giudici: “Lo stato di puerperio comporta impegno e sforzo fisico e psicologico ed è compito dell’amministrazione, in aderenza al principio di eguaglianza espresso dall’articolo 3 della Costituzione approntare, nei limiti del possibile, ogni misura solidaristica per alleviare i gravosi maggiori oneri materiali e morali incombenti sulla donna”.

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