Cronaca

"Irregolarità e carenze", scatta il fermo per l'imbarcazione Sea Eye

E' attraccata al porto di Palermo dopo aver sbarcato 415 migranti nel porto di Pozzallo e al termine di un periodo di quarantena. Il provvedimento è stato disposto dopo l'ispezione della guardia costiera nello stesso giorno in cui l'equipaggio riceveva la cittadinanza onoraria

Sea Eye

Fermo amministrativo per la nave Sea Eye 4. L'imbarcazione, battente bandiera tedesca, nei giorni scorsi è attraccata al porto di Palermo, dopo aver sbarcato 415 migranti nel porto di Pozzallo (Ragusa) e al termine di un periodo di quarantena imposto dalle autorità sanitarie nazionali. Il fermo è stato disposto dopo l'ispezione eseguita da personale della guardia costiera specializzato in sicurezza della navigazione per "verificare l'adeguatezza" della nave rispetto alle "vigenti norme di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale".

Solo ieri l'equipaggio, il presidente Gorden Isler e Jan Ribbeck, responsabile coordinatore delle missioni, hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di Palermo.

L'ispezione ha evidenziato "diverse irregolarità di natura tecnica, tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi - fa sapere la Guardia costiera -, ma anche delle stesse persone che sono state e che potrebbero, in futuro, essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto. Accertate anche alcune violazioni delle normative a tutela dell'ambiente marino". In particolare, l'ispezione ha confermato che "i mezzi collettivi di salvataggio della nave risultano sufficienti ad ospitare un numero massimo di 27 persone; pertanto, in caso di emergenza a bordo della nave, che comporti l'evacuazione della stessa, si ritiene che l'equipaggio non sarebbe in grado - anche per consistenza numerica e di qualifica - di garantire che le persone ospitate possano essere avviate ai mezzi di salvataggio né ovviamente trovare posto sufficiente per essere sugli stessi ospitate". 

Accertate anche "carenze" sui contratti del personale marittimo imbarcato, sugli apprestamenti per prevenire l'inquinamento marino, sulle istruzioni da fornire all'equipaggio in caso di emergenza, sull'organizzazione di bordo e sulle dotazioni radio. "Un totale di 23 carenze di cui 10, per la loro gravità, hanno determinato, il fermo della nave", spiega la guardia costiera. La nave è stata sottoposta "a un'ispezione 'periodica', essendo trascorsi più di 10 mesi dall'ispezione precedente e, contestualmente, 'supplementare' in ragione della consistenza dei mezzi collettivi ed individuali di salvataggio presenti sull'unità, a fronte di un numero notevolmente superiore di persone recuperate a bordo durante l'attività sistematica, di 'ricerca e soccorso' svolta nel Mar Mediterraneo. A seguito dell'attività ispettiva svolta dalla guardia costiera, alcuni Stati di Bandiera, attraverso le competenti Amministrazioni marittime, hanno intrapreso azioni correttive adeguando e certificando le navi Ong al servizio di ricerca e soccorso".

"In sostanza, l'argomento è sempre lo stesso: le navi di soccorso tedesche salverebbero regolarmente troppe persone dall'annegamento e non avrebbero la giusta documentazione per tale scopo umanitario", afferma Gorden Isler. "Ciò che sembra particolarmente grottesco - continua la Ong tedesca - è il fatto che si dice che il capitano della Sea-Eye 4 abbia violato l'articolo 98 della Convenzione sul diritto del mare salvando troppe persone. L'articolo 98, tuttavia, descrive il dovere esplicito degli Stati di bandiera di obbligare i loro capitani a impegnarsi in operazioni di salvataggio in mare".

Le reazioni

"La scoperta che la Sea Eye, il cui equipaggio è stato troppo frettolosamente onorato della cittadinanza palermitana, è in una situazione di grave carenza amministrativa e, soprattutto, di dotazioni di sicurezza non deve stupire. E la conferma del fatto che, al di là delle dichiarate buone intenzioni, siamo in presenza di personaggi non all'altezza del ruolo che dicono di voler svolgere, che addirittura sembrano mettere a rischio la sicurezza dei propri dipendenti, oltre che dei migranti che trasportano in mare". A dirlo è il capogruppo della Lega al Consiglio comunale, Igor Gelarda. "Una situazione imbarazzante, specie per il sindaco Orlando, proprio all'indomani della cittadinanza onoraria - aggiunge l'esponente del Carroccio - e a conferma della leggerezza con cui Orlando abusa di questo importante strumento".

"Ancora una volta una nave del soccorso civile, dopo aver onorato quella legge del mare e quelle Convenzioni internazionali che impongono di soccorrere chi chiede aiuto nel Mediterraneo, è sottoposta a pretestuosi quanto arbitrari controlli che la bloccano in un porto. E' chiaro che il Comando delle Capitanerie di porto riceve ordini in questo senso dal governo. Il responsabile di questi ordini di 'bloccare con fermi amministrativi' le navi ong è tecnicamente quel ministro Giovannini che dovrebbe essere uno di quelli 'progressisti' in mezzo a quel miscuglio che rappresenta la maggioranza che sostiene Draghi". A dirlo all'Adnkronos è Luca Casarini, capo missione di Mediterranea.

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