Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Carini

"Non è il narcos colombiano che inviava carichi di cocaina a Palermo", assolto e liberato

Scagionato Davide Guilermo Naranjo Vasquez che, secondo l'accusa, avrebbe rifornito la banda che sarebbe stata capeggiata da Alessandro Bono, insospettabile titolare di un'agenzia funebre già condannato a 20 anni con l'abbreviato per traffico internazionale di droga. "Nessuna prova della sua presenza in Italia e in Sicilia"

Per la Procura sarebbe stato il narcos che avrebbe rifornito con decine di chili di cocaina la banda che sarebbe stata capeggiata dall'insospettabile titolare di un'agenzia di pompe funebri, Alessandro Bono, condannato in primo e secondo grado con il rito abbreviato a ben 20 anni di reclusione. E, invece, come ha stabilito la quinta sezione del tribunale, il colombiano Davide Guilermo Naranjo Vasquez, 37 anni, sarebbe del tutto estraneo allo smercio di droga dal Sud America a Palermo: l'imputato è stato infatti assolto "per non aver commesso il fatto" ed è tornato anche libero.

Il collegio presieduto da Ivana Vassallo ha accolto le tesi dell'avvocato Salvatore Sanfilippo (nella foto), che ha sostenuto che non ci sarebbe alcuna prova della presenza in Italia del presunto narcos, che mai sarebbe stato fermato o sottoposto a controlli nel nostro Paese. Secondo la Dda, invece, Naranjo Vasquez sarebbbe stato visto diverse volte sia a Carini - dove Bono avrebbe gestito lo smercio di droga dalla sua lussuosa villa - sia all'aeroporto di Punta Raisi che a Roma.

avvocato Salvatore SanfilippoQuando il 13 settembre del 2017 scattarono gli arresti per Bono e un'altra quindicina di persone, il colombiano era introvabile e fu dichiarato latitante. Venne arrestato soltanto a giugno dell'anno scorso e portato in un carcere spagnolo. La sua posizione è stata quindi stralciata rispetto a quella degli altri imputati e il dibattimento si è concluso però a suo favore.

Come aveva ricostruito la Procura, la banda si sarebbe inventata diversi trucchi per far arrivare al droga dal Sud America: in un caso erano state intrise con un chilo e mezzo di cocaina le pagine di diversi libri. La sostanza avrebbe potuto poi essere recuperata in un secondo momento grazie ad un particolare procedimento chimico. Invece il carico era stato sequestrato all'aeroporto di Milano Malpensa ad agosto del 2015. A fornire la cocaina, però, come ha stabilito adesso il tribunale non sarebbe stato Naranjo Vasquez.

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