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Napoli-Palermo in Tav, si fa sul serio: presentato il piano di Ferrovie dello Stato

"Siamo pronti a ragionare su tutto il corridoio che collega le due capitali del Sud": l'amministratore delegato di Fs apre al nuovo progetto

"Noi siamo pronti a ragionare su tutto il corridoio Napoli-Palermo con la stessa logica che usiamo per tutte le altre opere che collegano l'Europa". A garantirlo è l'amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, intervenendo alla presentazione del piano industriale Fs 2017-2026, alla Tiburtina. Per Mazzoncini "l'opera deve essere trattata come opera ferroviaria, non come opera stradale che porta i costi a livelli molto alti". La nuova Napoli-Palermo conterrà naturalmente al suo interno il Ponte sullo Stretto. Secondo le intenzioni, le operazioni dovrebbero partire dopo dicembre. Una volta cioè sistemata la questione Salerno-Reggio.

Un'altra conferma è arrivata dal premier Matteo Renzi: "Oggi abbiamo presentato il piano industriale di Ferrovie dello Stato. Ottimo il lavoro sull'alta velocità, che dovrà arrivare a Lecce e a Palermo. Ma adesso dobbiamo mettere più soldi per i 600 milioni di passeggeri pendolari e per le metropolitane (l'Italia intera ha meno chilometri di metropolitane della sola città di Madrid). Oggi abbiamo spiegato come faremo e quando". 

"Dopo quello che abbiamo fatto sulla banda larga e sulle infrastrutture per la Calabria e la Sicilia, il Ponte sullo Stretto diventa lo strumento per unire l'Italia con l'alta velocità da Milano a Palermo - ha quindi aggiunto Renzi, ospite di Rtl 102,5 -. Se ci saranno le condizioni e il progetto permetterà allo Stato di ricavare e non di spendere un fracco di soldi per le penali, perché no? Adesso si può ragionare sul Ponte. Adesso". E alle critiche di chi ricorda i proclami di Silvio Berlusconi in materia, Renzi replica: "Non è che se l'ha detto Berlusconi è sbagliato. Se una cosa è giusta o sbagliata non dipende da chi la dice. Adesso che anche la Calabria e la Sicilia hanno la banda larga, ha senso o no? Non capisco quelli che dicono sempre di no a tutto. Non possiamo accettare che l'Italia sia la patria dei no". Detto questo, "non affido al ponte una missione salvifica" per il Sud, "ma può avere un effetto simbolico ed essere utile a condizione che arrivi dopo il resto".

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