Cronaca

Nadia Spallitta lancia la bomba: "Demolire e ricostruire lo Zen"

Il vicepresidente vicario del Consiglio comunale invoca scelte radicali per riqualificare il quartiere: "Si tratterebbe di una programmazione lungimirante di grande respiro, che darebbe ossigeno all'edilizia in crisi"

Nadia Spallitta

Parole forti. Che arrivano dritte, senza troppi giri. Nadia Spallitta, torna sull'argomento Zen, finito due volte in poche ore nelle pagine di cronaca. Sangue, pistole, ritorsioni. E famiglie contro famiglie. "La politica urbanistica e le scelte di utilizzo del territorio hanno una grande valenza sullo sviluppo socio-economico della città e dei suoi abitanti - attacca sul suo sito il vicepresidente vicario del Consiglio comunale -. Sono convinta che condizioni di degrado e di invivibilità, in qualche modo agevolino la violenza e determinino comunque uno sviluppo carente della personalità. Forse se lo Zen fosse stato realizzato con caratteristiche architettoniche diverse, con materiali di qualità, con centri di aggregazione, servizi, parchi a verde per i bambini, i drammatici episodi, che quotidianamente segnano la vita di questo quartiere, non ci sarebbero. Per questo, di fronte all'opportunità che abbiamo di un nuovo strumento urbanistico (che tarda ad arrivare, mentre gli uffici si ostinano a proporre per lo più delibere di varianti del vecchio Prg obsoleto di 20 anni) l'amministrazione pubblica dovrebbe avere il coraggio di scelte radicali di trasformazione del territorio idonee a dare dignità ai residenti".

La Spallitta aggiunge: "In molte altre città europee all'avanguardia sono stati attuati progetti di demolizione e ricostruzione di interi quartieri, non vedo perché anche a Palermo, attraverso una programmazione puntuale e specifica non si possa prevedere la graduale demolizione e ricostruzione dello Zen. Si tratterebbe - prosegue - di una programmazione lungimirante di grande respiro, che darebbe ossigeno all'edilizia in crisi (si potrebbe a step ricostruire un intero quartiere), senza aggredire il territorio ed eliminando le inaccettabili condizioni di marginalità ed emarginanzione, che il sistema Zen , così come è stato pensato, di fatto ha determinato. Ogni altra soluzione anche alla luce dei crolli di parte degli edifici, spesso fatiscienti, sarebbe dispendiosa e soprattutto inutile, perchè non eliminerebbe le cause reali di degrado e marginalità".

"Per questi motivi - conclude - auspico che lo schema del nuovo Prg venga predisposto e dibattuto al più presto in Consiglio comunale anche per affrontare le questioni urbanistiche e sociali legate a questa parte del territorio a partire dall'utilizzo delle piazze, che, in questi anni avrebbero potuto essere trasformate in rigogliosi giardini a servizio di mamme e bambini, e invece sono rimaste per lunghi periodi discariche abbandonate a cielo aperto".

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