Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Terrasini, sprechi a Palazzo d’Aumale: il sindaco dice no alla chiusura

Dopo un servizio del Tg5 che denuncia i costi spropositati del museo, dovuti al numero di dipendenti e agli incassi ridotti, l'assessore regionale Purpura ha proposto di chiudere i piccoli musei in settimana

Palazzo d'Aumale a Terrasini

Il sindaco di Terrasini Massimo Cucinella non è d'accordo con l'ipotesi avanzata ieri dall'assessore regionale dei Beni Culturali, Antonio Purpura di voler chiudere durante la settimana i piccoli musei regionali che non vantano grandi numeri in fatto di visitatori e incassi per giustificare il numero spropositato di dipendenti che tali strutture hanno. Di quest'ultime fa parte Palazzo d'Aumale che ha ben 45 dipendenti. Un po' troppi secondo il Tg5 che nelle scorse settimane ha realizzato un servizio sul museo siciliano. Nel dettaglio - spiega il servizio - il personale è composto da "due dirigenti (agli Uffizi c'è solo un direttore), 8 funzionari, 20 istruttori, 10 collaboratori e 5 operatori. Solo  6.601 nel 2014 i visitatori per un incasso che ammonta a 6.118 euro, davvero poco rispetto a quanto costano complessivamente gli uffici distaccati della regione Sicilia, come appunto il museo fantasma di Terrasini".

Ad agosto, e sarà lo stesso per settembre, il museo di Terrasini, che ospita al suo interno tre diverse collezioni (etnografica, naturalistica e archeologica) per andare incontro ai turisti ha prolungato l'orario di apertura sino alle 22.00 il venerdì, il sabato e la domenica, accogliendo una direttiva del Dipartimento regionale dei Beni culturali; il servizio del Tg5 però ha rimescolato le carte e da ottobre forse non si tornerà all'orario dell'autunno/inverno 2014: i cancelli dei piccoli musei potrebbero rimanere aperti sono nel fine settimana.

Possibilità che non piace a Cucinella che affida ad una nota stampa il suo messaggio per l'assessore: “Le criticità rilevate dai media e riprese dall’assessore Purpura sono realistiche e diffuse nella maggior parte dei siti museali e figlie di scelte dissennate del passato. Ma le soluzioni vanno individuate in una logica di mercato e di ottimizzazione delle risorse. La paventata chiusura – commenta il primo cittadino – penalizzerebbe la città che già dallo scorso anno, con il varo dell’azione di promozione turistica denominata 'Terrasini la Costa del Sorriso', ha avviato, in collaborazione con gli operatori turistici ed economici della città, un sistema virtuoso che ha generato, nonostante la crisi, un rilancio economico e turistico del territorio”. 

“In questo contesto il Museo d’Aumale per Terrasini non è solamente un sito museale di grande prestigio, ma costituisce genesi culturale di una comunità e memoria storica di un orgoglio popolare in cui la gente di Terrasini vuole ritrovare la propria identità culturale. Un sentire comune che va rinnovato e comunicato con iniziative idonee, con adeguate strategie di marketing, una politica commerciale più adeguata ai tempi e orientata verso il consumer, anche attraverso azioni di sensibilizzazioni dirette al trade, unicamente finalizzate a rilanciare l’incremento di visitatori”, continua il sindaco. 

Il sindaco invita quindi gli assessorati dei Beni culturali e del Turismo, Antonio Purpura e Cleo Li Calzi a partecipare a una conferenza di servizi "che sarò ben lieto di ospitare affinché insieme agli operatori turistici e culturali della città si individui un percorso comune di sviluppo e rilancio del museo di Terrasini che, tra l’altro, ospita anche il museo regionale del carretto siciliano, altra punta di eccellenza di quella identità siciliana di cui si ha la tendenza a voler perdere la memoria”.  

Ormai il vaso di Pandora è stato scoperchiato e il caso Palazzo d'Aumale, a Terrasini, è ancora lontano dall'essere risolto. Siamo solo all'inizio. 

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