Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Al Policlinico un viaggio nella storia della medicina: rinnovato il museo della Radiologia

Inaugurato nel 1993, contiene una collezione scientifica composta da 327 tra strumenti e apparecchi non soltanto inerenti la Radiologia. E' l'unica esposizione del genere in Italia

C'è il seriografo con portatubo in legno fabbricato nel 1920, un dispositivo che permetteva la ripresa successiva di una serie di radiogrammi su un'unica pellicola, oppure l'apparecchio per elettroterapia, un trasformatore di corrente realizzato nel 1932, e ancora il generatore di alta tensione da campo che risale al 1940. Sono soltanto alcune delle apparecchiature esposte nel museo della Radiologia, l'unico in Italia, inaugurato al Policlinico e che contiene una collezione scientifica composta da 327 tra strumenti e apparecchi non soltanto inerenti la radiologia. Un vero e proprio viaggio nella storia con pezzi unici esposti al Policlinico.

Nel museo della Radiologia c'è spazio anche per progetto "Art from inside", ovvero l'utilizzo della diagnostica nel restauro beni culturali. Un progetto realizzato da Bracco in partnership con importanti istituzioni artistiche internazionali. Le tecnologie altamente innovative sviluppate dal Gruppo in campo di diagnostica medica, in pratica, vengono applicate ai capolavori dell'arte italianaconsentendo di "guardare dentro le opere" e di proporre al pubblico un punto di vista nuovo.

Inaugurato nel 1993 il museo dopo 25 anni di vita si rinnova e si dota di ulteriori e ancora più significative testimonianze dell'itinerario ultracentenario della diagnostica per immagini. L'intuizione fu di Adelfio Elio Cardinale, maestro di Radiologia e oggi presidente della società italiana di storia della medicina."È una accurata 'radiografià del passato tra immagini, narrazioni e reperti museali, tale da creare un armonioso Ensemble culturale che prepara il domani", dice l'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla.

All'interno del museo c'è anche un'ampia sezione dedicata ai pannelli che riguardano la storia dell'imaging e il ruolo fondamentale di Bracco nella sua evoluzione. "La Fondazione Bracco - dice Angelo Gaiani, responsabile Bracco Imaging Italia - nella sua mission ha diversi filoni principali: l'arte, la formazione dei giovani e la parità di genere. Quando abbiamo ricevuto dal professor Cardinale la richiesta di un supporto per contribuire alla rimodernizzazione del museo, l'abbiamo accolta con estremo favore e abbiamo fatto come Fondazione una erogazione". E sottolinea: "Dobbiamo essere estremamente orgogliosi della radiologia italiana, che è una delle migliori al mondo. Dobbiamo andarne fieri, ne sono fermamente convinto. Come dobbiamo andare fieri dell'azienda Bracco", ricordando che la società "produce tutto in Italia, per scelta della proprietà, non abbiamo impianti di produzioni all'estero. Abbiamo una quota di mercato che rappresenta il trenta per cento della quota mondiale, ed è tutto prodotto in Italia. Noi andiamo fieri delle nostre eccellenze". 

"Il legame con il passato prepara e aiuta l'intelligenza storica, condizione di ogni avanzamento culturale e civile. In estrema sintesi il museo è un'istituzione che si incardina tra memoria e cultura - sottolinea Cardinale -. L'archivio del futuro, diceva Vico, sta nei profondi mari della memoria e nelle sterminate antichità del passato. Sono presenti nel Museo opere e documenti di gregari i quali,come massa silenziosa e operante e come singoli, hanno lavorato per la disciplina radiologica. Molti sanno e anche quelli che sapevano, molto hanno dimenticato. Molte cose furono vissute o, per lo meno, furono conservate solo nelle carte".

     

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