Cronaca

"L'accordo non è rappresentativo": musei regionali a rischio chiusura nei festivi

I sindacati autonomi contestano l'intesa sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil: "Riguarda solo il 35% dei lavoratori". Pressing di Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl-Fna sul salario accessorio: "La Regione non lo eroga dal 2016"

Palazzo Riso

Musei regionali aperti il 2 giugno? Sì, anzi no. I sindacati autonomi giudicano "inefficace" l'accordo sottoscritto dalla Regione con Cgil, Cisl e Uil sulle condizioni di lavoro nei giorni festivi , perché "rappresentativo solo del 35% dei lavoratori": si rischia quindi seriamente che turisti e visitatori possano trovare porte sbarrate nei siti museali, archeologici e culturali gestiti dalla Regione. 

"Questo accordo, oltre a riguardare una minoranza di lavoratori, chiede ulteriori sacrifici a chi è ancora in attesa di essere pagato". Lo scrivono in una nota i sindacati autonomi Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl-Fna, sottolineando che "il personale dei beni culturali non percepisce il salario accessorio spettante dal 2016. Per sbloccare la situazione, i sindacati autonomi maggiormente rappresentativi, in segno di protesta non hanno partecipato all’incontro sindacale convocato dal dirigente generale dei Beni culturali per assicurare l’apertura dei musei nei giorni festivi anche in deroga alle limitazioni contrattuali”. 

Nella nota a firma Marcello Minio, Dario Matranga e Michele D’Amico del Cobas-Codir, Giuseppe Di Paola e Peppino Salerno del Sadirs, Angelo Lo Curto e Vincenzo Bustinto del Siad ed Ernesto Lo Verso e Marcello Ficile dell’Ugl-Fna, i sindacati denunciano "l’inesistenza, ad eccezione di una generica direttiva, di un piano strategico e di una proposta assessoriale di programmazione dell’offerta culturale da erogare all’utenza “rendendo efficiente la fruizione e la valorizzazione del settore dei beni culturali".

"Sia chiaro - dicono Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl - non ratificheremo alcun accordo che sia derivante dall’intesa minoritaria sottoscritta ieri e non parteciperanno ad alcuna contrattazione che vedrà, come argomento all’ordine del giorno, il salario accessorio 2018 fino a quando non si aprirà il tavolo negoziale sul rinnovo del contratto di lavoro e non si sbloccherà il pagamento del salario accessorio arretrato. Il dirigente generale dei Beni culturali, evidentemente, non conosce le regole sindacali e, anziché favorire il dialogo con le organizzazioni che rappresentano la stragrande maggioranza dei lavoratori, alimenta uno scontro con gli addetti ai servizi, tentando di imporre un protocollo d’intesa che doveva, prima, essere migliorato sulla base delle esperienze fatte e che, se posto in essere, non avendo in realtà nessuna efficacia perché nullo, potrà essere economicamente onorato solo con risorse del suo conto corrente personale". 

Infine i sindacati chiedono all’assessore Sebastiano Tusa di "intervenire nella vertenza al fine di garantire il funzionamento dei beni culturali, i diritti dei lavoratori e la legittimità nell’agire del dipartimento dei Beni culturali ripristinando le elementari regole di democrazia e di diritto sindacale. In caso contrario l’esasperazione dei toni servirà solo a causare la chiusura dei siti museali a partire dai prossimi giorni festivi e a danneggiare ulteriormente il sistema dei beni culturali in Sicilia, inasprendo i rapporti con quelle forze sindacali che difendono i diritti dei lavoratori e, al contempo, hanno realmente a cuore il rilancio dell’offerta culturale siciliana".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"L'accordo non è rappresentativo": musei regionali a rischio chiusura nei festivi

PalermoToday è in caricamento