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Sperone, l'ufficio postale sposa la street art: il murales di Poki colora il quartiere

Due pesci siamesi combattenti, dalle cui pinne esce un flusso di lettere, il soggetto scelto dall'artista. Il prossimo 27 ottobre l'inaugurazione del graffito

L’ufficio postale dello Sperone si rifà il look: un murales, dell'artista Poki, colorerà le pareti dell'edificio e renderà più accogliente e attraente il quartiere. L'opera di street art è il frutto del progetto  “P.A.I.N.T Poste e Artisti nel territorio” lanciato a settembre con un contest online. Due pesci combattenti siamesi, dalle cui pinne prendono il volo le lettere, il soggetto scelto dall'artista per rappresentare Poste Italiane, suggerendo movimento, cambiamento e azione.

Emanuele Poki. L'artista ha iniziato a disegnare ovunque già bambino, disprezzando i fogli bianchi e riempiendo quotidianamente i suoi banchi di scuola. Diplomato all’Istituto D’arte passa dal writing alla poster art iniziando da quest’ultima un lungo percorso estetico e concettuale. I suoi lavori sono intrisi degli elementi che fanno parte della sua vita: di sagome periferiche del quartiere in cui vive, Librino, della voluminosità e delle sproporzioni del barocco della città in cui è nato, Catania e della schiettezza della sua terra, la Sicilia. I suoi soggetti vivono dell’autenticità degli animali, che predilige, della crudezza e del fascino che caratterizzano la natura con i suoi equilibri, il suo divenire e la sua armonia insidiata. Disegna e sviluppa i suoi lavori su qualsiasi superficie e dimensione. Descrive e interpreta principalmente la natura, il rapporto tra Uomo ed Ambiente, le tradizioni, gli aneddoti, il movimento e le forze impercettibili che operano quotidianamente, fonti di evoluzioni o turbamenti.?????

Il palazzo dello Sperone. Alto tre piani, con un grande cortile e tanti finestroni che si affacciano sulla strada chiusa, si trova al numero 3 del viale Giuseppe Di Vittorio, a soli cento metri dal mare. Serve un bacino di clienti di tutto rispetto, circa 25 mila abitanti. Il direttore Guido Milazzo, arrivato qui ormai cinque anni fa, racconta della gente che ha imparato ad aspettare: “anche quando il primo di ogni mese si presentano in duecento per prendere la pensione. Entrano con rispetto, si siedono e aspettano il loro turno in silenzio. Qui il rispetto è una cosa molto sentita”. “Qui – racconta il direttore – non ci sono altre aziende di credito. Siamo l’unico presidio territoriale. Non a caso, i vecchietti vengono da noi per qualsiasi cosa. Noi leggiamo le loro lettere e li consigliamo su tutto. Abbiamo un rapporto stretto e di vera sinergia con il territorio e siamo molto orgogliosi del nostro lavoro qui, in questo quartiere”.  Qui si trovano, al primo piano, anche gli 80 portalettere che consegnano la posta fino a Villabate. Molte lettere recapitate provengono dalle carceri dove i detenuti scrivono sulle buste “corri postino, corri”. 

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