A Cinisi spunta una fatina siciliana: è il secondo murale finanziato dal Comune

L'opera si trova sulla statale 113, all'altezza del semaforo, ed è stata realizzata da Beny Vitale (in arte Trebel). L'artista: "E' bella ma anche un po' malinconica e secondo me, per questo, è metafora della sicilianità"

Concluso il secondo murale, commissionato dal Comune, a Cinisi. Si trova sulla statale 113, all'altezza del semaforo all'incrocio con il corso Umberto, e rappresenta una fatina con le ali a forma di Sicilia. Anche questa opera di street art è stata realizzata da Beny Vitale (in arte Trebel) per volontà dell'assessore alle Politiche giovanili Verusca Pizzo e della consigliera Rosalinda Mazzola. L'intervento artistico rientra nell'ambito del progetto sull'emigrazione dei giovani siciliani portato avanti anche dal vicesindaco Aldo Ruffino. "La fatina siciliana - racconta l'artista a PalermoToday - è bella ma anche un po' malinconica e secondo me, per questo, è metafora della sicilianità. Nell'opera ci sono poi altri contrasti: c'è il grigio, ci sono le sbarre ma ci sono anche le farfalle colorate che escono dalla finestra rotta".

Cinisi, sulla statale spunta un murale contro l'emigrazione: "I giovani cambino il paese"

"La 'donna farfalla' - commenta l'assessore Pizzo - non vola. Si é posata sul davanzale di una vecchia finestra e rimane qui, nella sua terra, ancorata alle sue radici. Oltre al tema della sicilianità, viene quindi affrontato quello dell'emigrazione".  "Certo - continua l'assessore - il momento è triste ma condividere con tutti qualcosa di bello potrebbe farci bene. Se si insegnasse la bellezza avremmo meno violenza, è compito nostro far capire ai giovani l'importanza della vita, la bellezza della vita, la condivisione, lo stare bene insieme che ahimè hanno perso". Il riferimento è alla tragedia che ha colpito la comunità di Cinisi nei giorni di Carnevale quando Paolo La Rosa è stato ucciso accoltellato dopo una serata di festa a Terrasini.

"Con l'arte, la bellezza, la cultura - strumenti efficaci contro la violenza, i sorprusi, la prepotenza - si può - conclude Verusca Pizzo - superare l'ignoranza. E' mio obiettivo sensibilizzare ed educare la gente alla bellezza, suscitare curiosità e stupore, in modo tale che le persone non si rassegnino alla quotidianità, all'abitudine, al banale". 

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