Bancarelle abusive a Bonagia, 1.600 chili di frutta e verdura finiscono tra i rifiuti

Denunciati padre e figlio per aver allestito un "negozio ambulante" senza autorizzazioni. Come previsto da un'ordinanza comunale i prodotti sequestrati, potenzialmente esposti alla contaminazione da Covid-19, sono stati buttati in un autocompattatore della Rap

Il momento del sequestro della merce a Bonagia

Oltre 1.600 chili di frutta e verdura passano dalle bancarelle abusive di Bonagia direttamente dentro l’autocompattatore dei rifiuti. La polizia ha denunciato in via dell’Ermellino due venditori ambulanti che occupavano 30 metri quadrati di strada ma senza uno straccio di autorizzazione. Come previsto da un’ordinanza comunale i prodotti ortofrutticoli sono stati “sequestrati e distrutti poiché si trattava - spiegano dalla Questura - di alimenti non devolvibili in quanto potenzialmente esposti alla contaminazione da Covid-19".

Nel corso di alcuni controlli sull’abusivismo commerciale, i poliziotti del commissariato Oreto-stazione - supportati dalla polizia municipale e dal personale della Rap - si sono imbattuti nei due uomini, padre e figlio residenti in zona Oreto, che avevano allestito in pieno giorno l’attività illegale utilizzando un furgone e una motoape. Quest'ultima è stata sequestrata perché priva di copertura assicurativa e carta di circolazione, violazioni sanzionate per un importo complessivo di mille euro.

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Padre e figlio sono stati anche sanzionati per la violazione delle misure disposte dal Governo per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. "Stessa sanzione - spiegano dalla Questura - per altri tre soggetti giunti nei pressi del luogo dei controlli senza alcun giustificato motivo, manifestando un rumoroso dissenso nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine. Due dei tre sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale, il terzo per oltraggio a pubblico ufficiale".

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