Multati durante il lockdown mentre andavano a salvare cagnolino: sanzione annullata

Papà e figlia vincono la loro battaglia: avrebbero dovuto pagare più di mille euro "per aver violato le disposizioni di legge per il contrasto alla diffusione dell'epidemia da Covid-19". Dopo due mesi la prefettura di Palermo ha archiviato la contestazione

Lo scorso 5 maggio, durante il lockdown, erano stati fermati per un controllo mentre erano in auto e multati "per aver violato le disposizioni di legge per il contrasto alla diffusione dell'epidemia da Covid-19". Adesso però la Prefettura di Palermo ha archiviato la contestazione della violazione perché i due protagonisti della vicenda - padre e figlia residenti a Palazzo Adriano - "si stavano recando in auto a San Biagio Platani, per adottare un cagnolino bisognoso di cure ed assistenza". 

I due vennero fermati da una pattuglia della polizia stradale all'altezza di Castronovo di Sicilia. "Durante le operazioni di controllo - spiega adesso l'avvocato Salvatore Bidera Miceli, che ha difeso i due - i fermati avevano spiegato alle forze dell'ordine che lo spostamento era finalizzato ad evitare l'abbandono dell'animale e che, una volta prelevato il cucciolo, avrebbero avviato l'iter burocratico per la registrazione della proprietà all'anagrafe canina. Tuttavia, gli agenti della stradale, contestando che al momento del fermo padre e figlia non potevano considerarsi legalmente proprietari del cane, notificarono imprudentemente due separati verbali di contestazione di 533,33 euro l'uno". Vale a dire un totale di oltre mille euro.

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Papà e figlia hanno presentato poi ricorso al Prefetto di Palermo. Battaglia vinta ieri. "Con provvedimento datato 8 luglio - commenta l'avvocato - la Prefettura di Palermo, in totale accoglimento del ricorso, facendo proprie le nostre tesi difensive ha stabilito che lo spostamento può essere considerato necessario, disponendo l'archiviazione delle contestazioni di violazione e annullando, di fatto, entrambi i verbali. Anche durante una situazione di emergenza eccezionale come quella che stiamo vivendo - dice Bidera Miceli - la tutela dei diritti dei cittadini non può essere sospesa. La possibilità di fare un ricorso contro un verbale di contestazione illegittimo – conclude – rimane un importante strumento a disposizione del cittadino per far valere le proprie ragioni ed i propri diritti”.

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