Il Consiglio respinge la mozione di sfiducia al sindaco, Orlando: "Non sono stanco e vado avanti"

L'atto proposto dai consiglieri d'opposizione (che si sono spaccati) è stato bocciato: 20 i voti contrari, 19 quelli favorevoli. L'esito della votazione ricompatta una maggioranza che ha avuto diverse frizioni e rafforza il Professore. "Posizione delle minoranze è disperata"

Con 20 voti contrari e 19 favorevoli (39 i presenti), il Consiglio comunale respinge la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando. Il lungo confronto in Aula, iniziato alle 10 di stamattina, si conclude così con la conferma del primo cittadino alla guida del governo della città fino al termine della sindacatura nel 2022.

L'esito della votazione rafforza quindi il sindaco e ricompatta una maggioranza che nel recente passato ha avuto al suo interno diverse frizioni. Dagli interventi in Consiglio, tornato a riunirsi di presenza dopo sei mesi, è emersa una spaccatura del fronte delle opposizioni che aveva presentato la mozione di sfiducia. Netta è apparsa la distanza tra i gruppi di centrodestra da un lato (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia); Movimento 5 Stelle, Oso e +Europa dall'altro lato. Per essere più concreti: si è creato un vero e proprio solco nei rapporti tra le minoranze.

Mozione di sfiducia bocciata e Orlando salvo, le opposizioni in Consiglio si spaccano

Nella maggioranza invece è prevalso quelli che molti consiglieri hanno definito "senso di responsabilità", pur non negando le tante difficoltà nell'azione amministrativa e le emergenze che affliggono la città.  

"Non posso che ringraziare chi ha presentato questa mozione di sfiducia - ha dichiarato Orlando - perché ha consentito di fare chiarezza: è stata importante capire chi sta da che parte. Questa maggioranza è una straordinaria unione di minoranze, come l'Unione europea. Nelle opposizioni non c'era una condivisone di visione ma un obiettivo che era un po' contraddittorio: rimuovere con un atto politico il sindaco per consegnare la città ad un commissario, che non è un politico. Posso dire che sia una posizione disperata?".

Dopo aver respinto tra le altre le critiche su piste ciclabili, pedonalizzazioni, Ztl; spiegato come l'amministrazione sta affrontando l'emergenza rifiuti e cimitero ("C'ho messo io la faccia"); il sindaco conclude: "Sono tutto tranne che stanco. Non tiro i remi in barca, sarò comunque io a staccare la spina se un giorno vorrò dimettermi. Se muoio stanotte, muoio felice. Posso dire: 'Missione compiuta, ma non completata'. Dobbiamo fare di tutto perché questa visione possa essere espressa anche con un sindaco diverso da me. Vado avanti, nessuno come me conosce i problemi della città".

Orlando infine annuncia querela nei confronti della consigliera Argiroffi, che nel suo intervento ha parlato di "clientelismo in favore di persone vicine a Lima e Ciancimino" e attacca il segretario generale "per non aver inviato alla Procura della Repubblica il verbale della seduta d'Aula sulle cause di ineleggibilità della consigliera Argiroffi". 

"Di quello che ha detto, Argiroffi ne risponderà davanti alla magistratura. Prenderò un legale personale per tutelarmi dalle accuse che mi ha rivolto. Andate a vedere chi erano gli esponenti politici che mi hanno sostenuto nell'85 e nel '93, altro che Lima e Ciancimino... Loro erano i miei nemici, così come lo è stato più avanti l'ingegnere Nino Bevilacqua, sindaco occulto durante l'era Cammarata". Così Orlando al termine della lunga maratona in Consiglio. Poi rincara la dose contro le opposizioni: "Ho assistito a dichiarazioni imbarazzanti, un vero e proprio accattonaggio politico (il riferimento è alla richiesta di astensione fatta da Forello ai consiglieri di maggioranza incluso il presidente Orlando, ndr). Erano unite non da una visione, ma per distruggere e consegnare la città ad un commissario. Ovvero la negazione della politica. Gli è andata male. C'è stato un momento in cui pensavo che non arrivassero nemmeno a 19 voti".

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Di contro, Orlando sottolinea la "compattezza della sua coalizione" e annuncia che sabato durante il vertice con i consiglieri di maggioranza ribadirà "che proseguirà l'esperienza amministrativa in presenza di una condivisione di visione. Altrimenti sarò io a staccare la spina. L'unico che ha la maggioranza - conclude il Professore - sono io, perché ho messo assieme un'unione di minoranze". 

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