I Forconi: “Presidi ad oltranza” Niente benzina fuori dall'Isola

Da lunedì inizieranno nuovi blocchi davanti alle raffinerie e in prossimità dei maggiori porti. "Ma non creeremo disagi ai siciliani". Intanto la Cia presenta il conto alla Regione per i danni dello sciopero: 70 milioni di euro

Protesta dei Forconi @ TM News/Infophoto

"Non escludiamo di diventare un partito politico. In questo momento non escludiamo nulla. Sappiamo solo che da lunedì inizieranno nuovi presidi davanti alle raffinerie e in prossimità dei maggiori porti siciliani. I presidi non creeranno disagi a siciliani". Lo ha detto Mariano Ferro, leader dei Forconi, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea regionale del Movimento che è svolta al centro fieristico "Le Ciminiere" di Catania. Da lunedi' prossimo, quindi, presidi dinanzi le raffinerie e blocchi di fronte ai pontili per non permettere l'esportazione dalla Sicilia dei carburanti lavorati nell'isola. E, poi, ancora presidi davanti le sedi della Serit e delle agenzie delle entrate. Sono le nuove forme di protesta del Movimento dei forconi. Mariano Ferro esclude le forme dure messe in campo nelle scorse settimane quando la Sicilia e' stata messa in ginocchio da sei giorni di blocchi stradali totali.

Intanto qualcuno inizia a presentare il conto. Lo sciopero dei tir è costato 70 milioni di euro all'agricoltura e alla zootecnia siciliana, secondo calcoli della Cia regionale che ne ha inviato un prospetto all'assessorato alle Risorse agricole chiedendo sostegno economico. La nota individua nell'ortofrutta il comparto più colpito, con perdite per 40 milioni sugli ortaggi (pomodori, zucchine, peperoni, melanzana), di 15 milioni per le arance, di 5 milioni per i limoni, di 3 milioni per i carciofi. Il danno si deve si al deperimento dei prodotti non distribuiti, ma anche alla riduzione dei prezzi all'origine fino al 40% in meno, per eccesso di offerta dopo la ripresa dei servizi di autotrasporto.

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"Il fermo -sostiene la Cia- ha provocato anche riduzione della qualità organolettica per l'eccessiva maturazione a cui e' seguito il deprezzamento della merce. C'e' stata poi la cascola degli agrumi che non sono stati raccolti e, nel caso dei carciofi, la sfioritura". "Questa mazzata al reddito degli agricoltori è addirittura più pesante della stessa manovra che il Governo Monti ha imposto al settore agricolo", ha detto Carmelo Gurrieri, presidente della Cia Sicilia.
 

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