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Varato il piano "antirumore", blindato il regolamento sulla movida

Approvato il piano di zonizzazione che sancisce "il diritto generalizzato al riposo". Stilato un elenco di criticità sulle cui intervenire. Niente musica ad alto volume dopo mezzanotte, l'una il venerdì e il sabato, e niente amplificazione all'aperto

Il consiglio comunale ha approvato oggi la proposta di piano di zonizzazione acustica che era stata presentata a maggio dalla Giunta comunale. La proposta di piano è stata redatta dal Centro Interuniversitario di Ricerca sull’inquinamento da agenti fisici di Perugia in collaborazione con gli assessorati all'Ambiente e all'innovazione del Comune. “Con questo importante piano – afferma il sindaco Leoluca Orlando - vogliamo dotare la città e le sue istituzioni di uno strumento fondamentale per poter programmare interventi in diversi settori della vita cittadina che tengano nel giusto conto il diritto alla salute, perché di inquinamento acustico e salute stiamo parlando, così come il diritto alla vivibilità. Il tutto sulla base di dati certi e scientifici".

Il regolamento prevede niente musica dopo mezzanotte, l'una il venerdì e il sabato, e niente amplificazione all'aperto. Il piano è necessario a mantenere vigente l’attuale regolamento sulla movida, approvato da Sala delle Lapidi lo scorso novembre senza però la “classificazione acustica”. Che l’amministrazione Orlando avrebbe dovuto presentare entro sei mesi. Cosa che ha causato la maggior parte dei ricorsi.

"E' stato votato anche un mio emendamento - afferma Nadia Spallitta, consigliere Pd - per i casi di uso promiscuo del territorio (ad esempio residenziale o scolastico/produttivo o industriale) che prevede, a tutela dei residenti, degli studenti e di altre categorie, l’applicazione - a tutela della salute - dei limiti previsti per la classe inferiore (ad esempio quelli per i residenti o per le scuole). Pur riscontrando talune criticità (ad esempio gli studi risalgono al 2012 e necessitano di aggiornamenti) e pur dovendosi affidare a valutazioni squisitamente tecniche di difficile verifica (in relazione alle quali tuttavia non risultano pervenute osservazioni né contestazioni da parte delle associazioni di categoria o dei consumatori) si tratta di un provvedimento dovuto per legge, necessario alla città e che avrà valenza anche sperimentale (quindi perfettibile), e che rappresenta comunque l'avvio di un procedimento: quello del contenimento dell'inquinamento acustico che auspico possa coinvolgere i cittadini ed essere più partecipato".

La classificazione e le tipologie di emissione acustica - Il piano suddivide la città in 2829 microaree che identificano le sezioni censuarie adottate dall’Istat e che sono state classificate (in base al DPCM  1/3/91 e al DPCM 14/11/97) in sei classi acustiche, in funzione del loro uso prevalente. Per ciascuna di tali classi, il piano individua dei limiti di emissione, immissione e qualità acustica in decibel, distinti per il periodo diurno (dalle 6 alle 22) e quello notturno (dalle 22 alle 6). Si va delle aree di Classe I, nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione (ospedali, scuole, aree di riposo e svago, zone rurali e di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc) a quelle di Classe VI (quelle esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi).

La classificazione è stata fatta tenendo conto di quattro elementi: traffico veicolare, presenza di attività commerciali e servizi, presenza di insediamenti e attività di tipo industriale e artigianale, densità della popolazione. Una prima zonizzazione viene fatta in modo automatico sulla base dei dati statistici ed una successiva, quella definitiva, sulla base di parametri aggiuntivi quali ad esempio la volontà politica di tutelare alcune zone di maggior pregio storico o di inserire parametri che favoriscano la residenzialità, o ancora, tenendo conto dell'impatto che il traffico veicolare ha sulla qualità acustica.

Per ciascuna Classe, i limiti massimi rispettivamente diurno e notturno in Decibel sono i seguenti: I – 50; 40; II – 55; 45; III – 60; 50; IV – 65; 55; V – 70; 60; VI – 70; 70 (guarda tabella in basso dove a titolo esemplificativo si riporta una lista di sorgenti acustiche per comparare i livelli di rumore).

Le macroaree cittadine, il ruolo del traffico, le zone “protette” - Va notato che secondo le rilevazioni condotte da Arpa Sicilia (https://www.arpa.sicilia.it/temi-ambientali/inquinamento-acustico) nella città di Palermo il livello di inquinamento acustico da traffico veicolare non è mai al di sotto dei 40-45 decibel, anche di notte e in tutta la città. "Questo determina - spiegano da Palazzo delle Aquile - che mentre larga parte della città potrebbe ricadere, per densità abitativa e presenza di insediamenti produttivi, entro la III Classe, la presenza del traffico veicolare determina la effettiva classificazione di ampie zone nella quarta categoria". Le zone individuate dal Piano approvato dalla Giunta non sono omogenee al proprio interno, esistendo la necessità di garantire, per esempio, delle fasce di rispetto attorno agli ospedali o alle scuole. Gli edifici attorno ai quali vengono previste “aree cuscinetto” di limitazione dell'inquinamento acustico sono, oltre alle aree verdi urbane: Asilo Nido; Scuole di ogni ordine e grado; Ospedali, luoghi di cura, presidi sanitari e medicina di base; Università; Attrezzature assistenziali; Case di riposo.

Dal Piano è però comunque possibile individuare una “macrozonizzazione” delle principali aree della città:
- Il Centro Storico è interamente classificato come zona III, con diverse “microzone” ricondotte a classificazione II per la presenza di scuole o strutture ospedaliere:
- La fascia costiera presenta, ad eccezione della zona del Cantiere Navale (che ha classificazione V e VI), una classificazione che è di Classe due in una fascia di poche decine di metri dal mare e di classe tre nella zona più interna. La zona del Porticciolo di Sferracavallo, così come la zona dell’abitato di Mondello e dell’Arenella sono classificati in zona III 
- In tutta la città è evidente l'impatto del traffico veicolare sull'inquinamento acustico: una vasta zona che si estende da via libertà a viale Strasburgo e lo Zen verso nord e verso Viale Lazio e San Giovanni Apostolo/Cep a ovest è classificata in Classe IV e III. Tale scelta è dettata dalla presenza di grandi arterie stradali (via Libertà, via Dante, via Lazio, viale Strasburgo, la Circonvallazione, viale Michelangelo ecc) anche se persistono ampie zone di classe II per la presenza di aree verdi o zone “protette” come scuole o edificio ospedalieri; la stessa situazione, anche se con più ampie zone inserite in Classe III, si verifica spostandosi a monte  della e lungo la circonvallazione verso sud, dove si riducono le zone Classe III che restano soprattutto attorno al grande asse viario; 
- ancora verso la zona Sud della città, è inserita in classe IV una vasta area che va dalla stazione centrale fino a Brancaccio, con la classificazione più alta (V e VI) della zona industriale  ed una progressiva riduzione a Classe III e II via via che ci si allontana dal centro. Spicca qui ovviamente la grande area Classe I attorno agli ospedali Civico e Policlinico.

Deroghe - Sono previste deroghe per l'esecuzione di lavori e per manifestazioni (max 70 Db) che saranno regolamentate successivamente ma che devono comunque fare riferimento alla normativa nazionale e regionale in materia 

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