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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca

Due ristoranti sul nuovo molo del porto, il sogno di Carta: "Portiamo la movida fuori dal centro storico"

L'obiettivo dell'assessore all'Urbanistica è creare attrattive per delocalizzare i punti di ritrovo di giovani e turisti: "La Vucciria e la Magione sono state trasformate in discoteche all'aperto, pensiamo alla stazione Lolli o a Boccadifalco come aree per grandi eventi". L'autorità portuale ha pubblicato un bando per due concessioni al Molo Trapezoidale

La svolta per superare il caos della movida "selvaggia" è un "sogno di Carta" che inizia a prendere forma a partire dal mare. Perché il waterfront della quinta città d'Italia cambia pelle, grazie a un mega progetto di riqualificazione che restituisce ai palermitani il Molo Trapezoidale del porto di Palermo. Sull'area, grazie a un bando dell'Autorità portuale per l'affidamento di due concessioni demaniali marittime (pubblicato sul sito www.adsppalermo.it), sorgeranno due ristoranti. Uno, di circa 230 metri quadrati al chiuso più altri 375 all'aperto, destinato alla cucina siciliana. Il secondo, della stessa grandezza, sarà un sushi bar. 

E' proprio il mare, dallo Stand Florio fino all'Arenella, passando per la Cala, il Molo Sant'Erasmo e il nuovo Molo Trapezoidale che dalla prossima estate entrerà a regime, a segnare la svolta cambiando, almeno secondo le intenzioni di Maurizio Carta, la scena della notte. "Delocalizziamo i punti di ritrovo dei giovani - spiega a PalermoToday l'assessore all'Urbanistica - e immaginiamo spazi sempre più ampi dove evitare congestionamenti e paralisi dei luoghi cittadini, nel rispetto delle esigenze di tutti". 

“In quello spazio che, appena completato, davvero rivoluzionerà il rapporto tra Palermo e il suo mare - commenta Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale - abbiamo previsto, tra l’altro, due ristoranti di alto livello con specifico riferimento alla tradizione siciliana, sempre molto richiesta dal turista. Puntiamo ad eccellenze che dovranno accontentare differenti tipologie di fruitori, cittadini, crocieristi e proprietari degli yacht che ormeggeranno proprio dinanzi ai ristoranti. Come è successo a Sant’Erasmo, e sulla scia del modo di operare di questa Authority, che non si limita alla realizzazione di isolate infrastrutture ma le concorda con il mercato, si creeranno nuovi posti di lavoro, attivando nuove economie. Auspico una folta partecipazione”.

Un piano integrato dunque per risolvere uno dei problemi - almeno per i residenti - più atavici del centro storico: la movida selvaggia. "Stiamo immaginando delle politiche di riorganizzazione integrata per garantire tutte le forme e le intensità del divertimento, da quelle legale al cibo a quelle legate invece a musica e divertimento notturno. In centro storico, la presenza di locali dedicati al cibo e ristoranti non producono grossi disagi, ma ormai la Vucciria o la Magione sono state trasformate in discoteche all'aperto". 

Ecco che Carta sogna e sogna di sostituire la Vucciria e la Magione offrendo ai giovani altri punti dove riunirsi e divertirsi. "Se vogliamo che si abbassi la temperatura del conflitto tra residenti e movida selvaggia, dobbiamo fare in modo che questi non siano gli unici punti dove riunirsi - prosegue l'assessore -. Bisogna creare un sistema di discoteche e spazi all'aperto. Abbiamo individuato una serie di zone dismesse, come quella retrostante la stazione Lolli o a Boccadifalco. Vogliamo trasformarle in aeree attrattive per grandi eventi per un domani, chissà, essere pronte ad ospitare discoteche". 

Al momento a Palermo infatti non ci sono discoteche o quasi (a parte il Country di via dell'Olimpo). Ecco perché i locali e i pub spesso ospitano serate danzanti e alla Vucciria e alla Magione si riversano giovani a caccia di musica e divertimento. "Stiamo pensando così ad alcuni luoghi pronti a ospitare discoteche sia all'aperto che al chiuso. E Boccadifalco già dal prossimo anno potrebbe ospitare un grande festival pronto ad accogliere più di 10 mila persone". 

Ma oltre ai grandi eventi, il tema resta sulla movida quotidiana con l'obiettivo di rendere più accessibili altri spazi, candidati ideali al divertimento. "Valorizzare l'area a mare così risulta fondamentale - spiega Carta - dal Trapezoidale con un laghetto artificiale al Foro Italico, fino alle borgate marinare. Il completamento dell'anello ferroviario, permetterà di considerare l'area alle spalle della stazione Lolli come un nuovo attrattore. E' l'unica per liberare la Vucciria dalla musica a tutto volume, lì dove un sussuro viene amplificato fino ai palazzi. Perché questa piazza è come il cono di un amplificatore. Un imbuto in cui tutto risuona e infine nuoce ai residenti". 

Abbassare la pressione su certi luoghi è quindi l'idea del braccio destro del sindaco Lagalla, un tecnico che l'urbanistica la conosce bene essendo la sua materia. "Le persone si sposteranno, perché così è quando apre uno spazio nuovo - assicura Carta -. Nel mio modello di pubblica amministrazione abilitante e facilitatrice voglio riscrivere le regole di convivenza nel centro storico tra interessi e sensibilità diverse. Ecco perché c'è un continuo dialogo tra le varie associazioni categoria, da Assoimpresa a Confesercenti, fino ai comitati cittadini, i commercianti e tutto il resto". 

Adesso che il tappo di via Roma sarà tolto, anche via Emerico Amari potrebbe diventare un nuovo luogo strategico. "Non vogliamo commettere gli stessi errori che sono stati fatti su via Maqueda - precisa -. Penseremo a un progetto fatto di regole di tipo urbanistico integrato alla budgettizzazione delle licenze, così da evitare le concorrenze in una logica di apertura di esercizi commerciali eterogenea". 

Rivedere orari e regole dunque per distribuire la pressione di certi spazi in attesa di definire nuovi luoghi dove non ci sono più vincoli e c'è una grande accoglienza. "Non possiamo sconnettere troppo il cibo dalla musica, perché non funziona. Dobbiamo dunque immaginare a una prossimità. L'urbanistica aiuta perché regola l'uso degli spazi. Anche i Cantieri Culturali, con l'arrivo di Averna Spazio Open, vivono una nuova stagione. Vanno aiutati, realizzando un parcheggio ad esempio, così da migliorarne l'accessibilità. Una volta che aprirà il passante saranno messi a regime. Sono distanti? Assolutamente no. Si trovano sulla dorsale di via Dante, ormai i ragazzi si muovono con la micromobilità, ora che miglioreremo anche le piste ciclabili, visto che c'è uno studio di fattibilità per altri 80 chilometri, saranno ancora di più uno degli attrattori culturali della città". 

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