Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Movida, norme più dure: per i trasgressori chiusure anche per un mese

Il Sindaco ha firmato l'ordinanza con le "disposizioni per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago". Resta il divieto dopo la mezzanotte per la musica all'esterno. Confartigianato: "Gestori non interpellati"

Niente vendita di bevande in vetro o lattina dalla mezzanotte in poi, niente musica - all'aperto - dopo la mezzanotte e pene severe per i trasgressori, che potrebbero essere costretti ad abbassare la saracinesca anche per un mese. Il sindaco Leoluca Orlando ha firmato la nuova ordinanza che regola la movida. Si tratta dell'ennesima mossa in una partita travagliata tra Amministrazione comunale, commercianti e residenti fatta di ordinanze, reazioni e  - spesso - proteste. Il provvedimento con le "disposizioni per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago" entra in vigore venerdì per scadere il prossimo 30 settembre. A meno che Sala delle Lapidi, nel frattempo, non provvederà a emanare il regolamento.

L'ORDINANZA - "I gestori dei pubblici esercizi, dei circoli privati, degli esercizi commerciali e delle attività artigianali alimentari, nonché i responsabili delle manifestazioni pubbliche e private  - si legge - hanno l'obbligo di assicurare la completa pulizia e la massima condizione d'igiene da rifiuti, e in particolare vetro, carte, plastica, lattine e contenitori per alimenti, derivanti sia dalla normale attività sia da eventuali comportamenti generanti degrado ambientale posti in essere dagli avventori o frequentatori dei locali".

Rimane il divieto di vendita per asporto, nonché mediante distribuzione automatica, di "bevande in contenitori di vetro o in lattina dalle 24 fino alle 2 del giorno successivo. Nello stesso intervallo orario, ai titolari di esercizi artigianali alimentari è consentita la vendita di bevande in contenitori di vetro purché essa avvenga contestualmente alla vendita dei beni alimentari di produzione propria ed esclusivamente per il consumo immediato all'interno dei locali, oppure negli spazi esterni di pertinenza quali aree private oppure oggetto di occupazione regolarmente concessa". Da mezzanotte alle 7 del giorno successivo "la somministrazione di bevande in contenitori di vetro è consentita unicamente nelle aree private negli spazi interni oppure, mediante servizio al tavolo, negli spazi esterni dei pubblici esercizi quali aree private oppure oggetto di occupazione regolarmente concesse".

I divieti restano anche per la diffusione della musica. Niente amplificazione all’esterno, in nessun modo e in nessun orario. Anzi, fino a mezzanotte e all’una nel weekend e prefestivi, si potrà suonare solo in acustica. In ogni caso, è sempre vietata l'attività musicale esterna con impianti elettroacustici di amplificazione e diffusione sonora. "L'attività musicale, svolta all'esterno del pubblico esercizio o del locale di pubblico spettacolo, è consentita dal primo luglio al 30 settembre nelle giornate di venerdì e sabato e prefestivi fino all'1 di notte". Dopo tali orari ogni attività musicale potrà avvenire "solo all'interno del pubblico esercizio o del locale di pubblico spettacolo, senza emissioni esteme e quindi a porte e finestre chiuse, comunque siano intese". Le deroghe sono previste solo per il 4 luglio, il 15 agosto e il 4 settembre (resta escluso Halloween, che inizialmente doveva essere inserito tra le giornate di deroga).

Chiunque violi le disposizioni dell’ordinanza dovrà pagare una somma compresa tra i 25 e i 500 euro. Prevista anche la sanzione accessoria della chiusura dell’attività. I giorni di chiusura aumentano progressivamente nel caso di recidive. I commercianti che trasgrediscono le regole saranno costretti a chiudere già dopo la prima multa (non più in caso di recidiva) e per sette giorni e non cinque. Con la seconda multa ci sarà la chiusura per 14 giorni. Ventuno giorni di stop invece per la terza multa. Dalla quarta multa in poi invece la chiusura sarà per trenta giorni.

"Il degrado del centro storico, e della Vucciria in particolare - spiegano il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alle Attività Produttive, Giovanna Marano - è l'effetto di un'attività senza regole, a volte criminogena che, con il pretesto di animare attività di intrattenimento ed economiche della città, ha reso insicura e invivibile questa parte di Palermo. L'ordinanza che abbiamo adottato è un segnale chiaro rivolto a tutti, anche agli utili idioti che forniscono coperture a spaccio di droga e atti di violenza, è un incentivo chiaro alla vivibilità della città e al rilancio delle attività economiche legittime e lecite, e costituisce, infine, un freno all'emorragia di residenti e imprenditori del centro storico".

LE REAZIONI - Critico il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina. "Accettiamo la nuova ordinanza - dice - ma come al solito constatiamo che le associazioni non sono state interpellate. La scorsa settimana, nel corso dell'incontro con l'assessore Marano, ci hanno semplicemente messo davanti al fatto compiuto. L'assenza di un confronto ci dispiace, specialmente in una situazione incerta e paradossale come questa. Da anni si attende un regolamento definitivo e i titolari delle attività non sanno ormai come comportarsi. Le regole cambiano in continuazione, chi vuole fare impresa non sa a cosa va incontro, ma nel frattempo sugli abusivi si interviene poco. Speriamo almeno che questa ordinanza riguardi tutta la città, comprese le aree in cui a farla da padrone è l'abusivismo più sfrenato".

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