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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Resuttana-San Lorenzo

E' morto Zino Mastrilli, genero del sindacalista assassinato a Baucina: l'ultimo saluto della Cgil

Ad annunciare la scomparsa del marito di Antonella Azoti, che non ha potuto partecipare alle esequie perché ricoverata in ospedale, è stato il sindacato: "Lo ricorderemo per l’amore, la condivisione e il sostegno dati sempre alla moglie". L’orazione funebre, a nome della famiglia, è stata pronunciata dalla nuora Marcella Menozzi

Cgil in lutto per la morte di Zino Mastrilli, marito di Antonella Azoti, la figlia del sindacalista di Baucina ucciso dalla mafia il 21 dicembre del 1945. Stamattina, nella chiesa di Maria, Gesù e Giuseppe in via Sacra Famiglia, si sono svolti i funerali dell'ex impiegato Enel, iscritto allo Spi Cgil, scomparso ieri. Esequie alle quali la moglie Antonella Azoti non ha potuto partecipare perché ancora in ospedale, dove erano entrambi ricoverati. L’orazione funebre, a nome della famiglia, è stata pronunciata dalla nuora Marcella Menozzi.

“Col cuore colmo di tristezza e di dolore, abbiamo salutato stamattina Zino per il suo ultimo viaggio - dicono Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Palermo, e Dino Paternostro, responsabile del dipartimento Legalità e Memoria storica, che ha portato il saluto alla cerimonia nome del sindacato - ma lo ricorderemo sempre per la serena determinazione che lo caratterizzava, per la dolcezza e l’affetto che riusciva a trasmettere a tutti. Lo ricorderemo per l’amore, la condivisione e il sostegno dati sempre alla sua cara Antonella, con cui ha sempre vissuto in perfetta simbiosi. Ad Antonella un fortissimo abbraccio in questo momento per lei così difficile e duro. E la speranza che possa tornare al più presto tra noi”.

La vita di Mastrilli è stata vissuta in simbiosi con la moglie, una presenza salda e discreta, un passo indietro accanto a lei, determinante per infondere alla compagna di una vita la forza di squarciare il velo del silenzio. Antonella Azoti aveva 4 anni quando il padre Nicolò fu assassinato con cinque colpi di pistola sparati da killer rimasti sconosciuti. Dopo la strage di Capaci, davanti alla gente in lacrime sotto l’albero di via Notarbartolo, Antonella Azoti trovò la forza di prendere il microfono e gridare: “La mafia non uccide solo adesso, ha ucciso anche mio padre, Nicolò Azoti, il 21 dicembre 1946, e prima e dopo di lui ha assassinato tanti altri sindacalisti, che lottavano insieme ai contadini per la libertà e la democrazia in Sicilia”. Ha ricostruito la storia di suo padre nel libro "Ad alta voce, il riscatto della memoria in terra di mafia "(Terre di mezzo editore), che ha vinto un premio dell'archivio diaristico nazionale di Pieve di Santo Stefano.

Con Zino e Antonella Azoti lo scorso 21 dicembre la Cgil Palermo avrebbe dovuto partecipare a una iniziativa a Baucina per ricordare il 75esimo anniversario del'uccisione di Nicoló Azoti, segretario della Camera del lavoro di Baucina, ma l’evento è stato rimandato. Zino lascia la moglie e due figli, Alberto e Gabriele.


 

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