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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Lutto nel mondo del basket: è morto Vincenzo Savasta, storico coach del Gonzaga

L'allenatore palermitano aveva 64 anni e si è spento dopo una breve malattia. A ricordarlo i suoi ragazzi. "Un grande uomo di spogliatoio, sapeva gestire la squadra senza creare disparità. Preparava alla vita. Ci ha insegnato che il traguardo si raggiunge solo se uniti"

Definirlo un allenatore sarebbe riduttivo. Perché era sì un coach, di quelli che di canestri ne ha centrati e di ragazzi formati, ma prima di tutto era un insegnante di vita per tutti quei cestisti che, canotta addosso e pallone tra le mani, con lui sono cresciuti sul parquet. Il mondo del basket è a lutto per la morte di Vincenzo Savasta, storico docente di Scienze Motorie e allenatore palermitano. E’ andato via ad appena 64 anni, dopo una breve malattia.

Al Gonzaga Savasta era un idolo. Ha allenato per anni la squadra di agonisti della scuola, la Polisportiva Gonzaga, formando cestisti e futuri allenatori. La tecnica per il coach era importante, ma mai quanto i valori che chi voleva avere nel Dna la pallacanestro doveva portare in campo. “Sapeva dire la parola giusta, diretta, a volte anche dura ma sempre onesta, sempre trasparente. Perché le sue parole creavano le basi per diventare ‘uomo’. Diceva sempre che il basket ‘è uno sport per animali pensanti’ e non tutti lo sono. La figura di allenatore dal punto di vista tecnico, psicologico e soprattutto di uomo alla quale mi ispiro e ispirerò non può che essere lui” racconta Giuseppe, uno dei suoi ragazzi.

Sono quei ragazzi, diventati ormai uomini, a ricordarlo in queste ore con dolore e nostalgia. “E’ stato un grande uomo di spogliatoio. Eravamo veramente gli ‘underdog’. Nel pre-partita ricordo sempre che si avesse la sensazione di essere una grande squadra. Ci ha insegnato ad avere il senso di squadra, che il traguardo si raggiunge solo se uniti. Se penso ad oggi, a come ci ha formato in campo e dietro le quinte di uno spogliatoio, mi viene in mente il pathos che resta a distanza di anni e che è lo stesso che metto tutte le volte che serve nelle situazioni della vita” ricorda Dario.

Savasta ha poi lasciato la Polisportiva Gonzaga per allenare le giovanili del Verga Palermo. Una botta per tutti. “Quando se ne andò mi sentii un po’ smarrito, perché a quel tempo eravamo un gruppo veramente consolidato, riuscimmo persino a battere l’Asso Basket. Eravamo una bella squadra. Alcuni di noi hanno continuato il percorso agonistico, ma senza di lui non fu più lo stesso” ricorda Gianluca che, proprio Savasta, soprannominò Scottie Pippen come il grande cestista dell’Nba. “Era un uomo giusto - gli fa da eco Luca -. Sapeva gestire un gruppo senza creare disparità. Preparava alla vita. Mi ricordo quando dopo una giornata di allenamento estivo al Gonzaga ci disse che la squadra si scioglieva. Aveva già trovato una squadra per noi. Era un addio. Ma in realtà era un benvenuti nell’età adulta. Ci aveva preparato bene”.

Uno sguardo d’intesa, il cinque e tutti in campo. “Bastava questo per sentirci fortissimi - conclude Giuseppe -. Oggi i suoi piccoli giocatori sono diventati grandi ma non lo hanno mai dimenticato. Non abbiamo mai dimenticato l’amore che ci ha dato, i valori dello sport che ci ha trasmesso, l’averci reso fratellini più che compagni. Una figura paterna a cui dobbiamo tanto. Una persona speciale che ci ha presi per mano con quegli indimenticati occhi sorridenti. Ci ha fatto capire le cose importanti della vita. Ora vorrei dirgli che saremo sempre la sua squadra che corre su e giù per il campo e che cerca il suo supporto di incoraggiamento a bordo campo”.

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