Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Una vita tra matite e satira, è morto il vignettista palermitano Vincino

Vincenzo Gallo aveva 72 anni. Iniziò la sua carriera nel 1969 collaborando con il quotidiano "L'Ora". Ha partecipato alla nascita della storica rivista "Il male", di cui è stato anche direttore. Collaborava con "Il Foglio" e "Vanity Fair"

Vincenzo Gallo conosciuto come Vincino

Con il suo tratto acuto e la sua pungente ironia ha raccontato la storia italiana. Non a parole, o meglio non solo, ma con i disegni. E' morto a Roma il vignettista Vincino. Pseudonimo di Vincenzo Gallo, era nato a Palermo nel 1946.

Ha iniziato la carriera nel 1969 collaborando con il quotidiano "L'Ora".  Nel 1972 si è laureato in Architettura: per l'esame di ammissione all'albo professionale ha redatto un progetto di un centro sociale per ventimila persone, ricalcato ironicamente sulla pianta del carcere dell'Ucciardone. Militante di Lotta Continua, nel 1973 è chiamato a Roma per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa di Roberto Zamarin, matita satirica del settimanale. 

Il suo primo libro, "Il naso del presidente", che raccoglie la sua produzione sullo scandalo Lockheed è pubblicato dall’editore Savelli nel 1976. Lo stesso anno sposa Giovanna Caronia, da cui avrà due figlie: Costanza e Caterina. Nel 1978 ha creato e diretto un inserto di satira per Lotta Continua, dal titolo "L'avventurista". Nello stesso periodo è stato tra i fondatori della più importante rivista satirica italiana, "Il Male", nato sulle ceneri del "Quaderno del Sale", con cui ha collaborato, sotto la direzione di Pino Zac. E' lo stesso Zac a lasciare a Vincino il compito di direttore del Male, ruolo che rivestirà fino alla chiusura della rivista, avvenuta nel 1982. Negli anni a seguire ha creato e diretto le testate "Ottovolante", "Zut", "Il Clandestino" e "Xl". Ha partecipato, inoltre, alle esperienze editoriali di "Bauhaus", "Avaj", "Boxer", "Tango", "L’eco della Carogna" e molte altre riviste. Nel 1987 ha inziato la sua lunga e proficua collaborazione con il Corriere della Sera. Nel 1988 è diventato una delle colonne portanti di "Cuore", fino alla chiusura.

Ha anche collaborato con Telelora, nel 1985, con "Patate", trasmissione di satira in otto puntate, e con l'inserto di satira televisiva "Teletango" su RaiTre, all'interno della trasmissione Va' Pensiero. Le sue vignette e i suoi fumetti sono stati raccolti in numerose antologie tra cui L’importante è non vincere (Feltrinelli, 1977), Montecitorio (Il Male, 1981), Satira (Primo Carnera, 1985), Cronache da Palazzo (Feltrinelli, 1992) e Poteri Morti (Rizzoli, 2008).  Attualmente, collabora con Il Foglio e Vanity Fair. 

"Hai disegnato i grandi mostri della politica italiana... e mi hai lasciato solo con i mostriciattoli. Ciao Vincino amico mio", scrive Vauro in una vignetta.

vauro per vincino-2


"Vincino - ricorda il sindaco Leoluca Orlando - è stato un protagonista graffiante del panorama culturale palermitano prima e nazionale poi. Un grande uomo di cultura e un idealista che alla denuncia e all'aspirazione al cambiamento ha contribuito con la sua arte scomoda e per questo utile, come arte scomoda ed utile per eccellenza è la satira. Da oggi sentiremo la mancanza di lui e della sua utilissima scomodità".

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