Morto l'ex funzionario regionale Mignosi, lavorò sugli appalti con Piersanti Mattarella

Aveva 91 anni. L'ex presidente della Regione ucciso dalla mafia gli aveva chiesto di passare al setaccio le procedure per la costruzione di sei scuole temendo le infiltrazioni dei boss. I funerali nella chiesa di San Michele Arcangelo

Raimondo Mignosi, ex funzionario regionale morto a 91 anni

Durante la sua lunga carriera, dalla laurea in Legge in poi, ha rivestito diversi ruoli. Tra le tante esperienze, nei libri e negli articoli di giornale, viene ricordato il delicato incarico che gli affidò Piersanti Mattarella, il presidente della Regione ucciso dalla mafia nel gennaio del 1980: quello di passare sotto la lente le gare d’appalto per la costruzione di sei scuole a Palermo. Si è spento all’età di 91 anni l’ex funzionario regionale Raimondo Mignosi. I suoi funerali saranno celebrati domani, alle ore 10, nella chiesa San Michele Arcangelo.

"Due cose hanno caratterizzato la storia di mio papà, una persona - racconta a PalermoToday sua figlia Paola - molto coscienziosa e metodica ma soprattutto onesta. E questa costa l’ha pagata a caro prezzo. Anche per questo a un certo punto della sua vita ha deciso di ritirarsi in pensione prima del tempo. L’altra caratteristica che lo ha contraddistinto era la sua fede, che gli ha dato grande sostegno e lo ha aiutato a superare momenti difficili sotto il profilo umano e professionale". Piersanti Mattarella gli aveva chiesto di analizzare la documentazione relativa ad alcuni appalti milionari che sarebbero potuti interessare alla criminalità organizzata e ad alcuni costruttori ritenuti vicini alla mafia.

E il funzionario gli restituì due corpose relazioni. "Era la scuola di Uditore e mi parve strano - diceva Mignosi, come si legge in una trascrizione agli atti del processo "Michele Greco + altri" - come se ci fossero delle zone di influenza territoriale, una spartizione su base territoriale. Ma ricavata da questi elementi oggettivi e dal sospetto generale ma non é che io possa dire che era così, tranne la coincidenza, per esempio, di due progetti, di due operatori diversi, redatti dallo stesso studio tecnico. Uno studio tecnico aveva fatto due progetti uno per una ditta e uno per uni altra in due gare diverse, oppure le coincidenze degli indirizzi ... alcuni, uno, due coincidevano con l’indirizzo dell'altro appaltatore, che allora andava per la maggiore, una persona molto discussa".

raimondo mignosi 2-2Un episodio specifico ricordato da Leoluca Orlando, si legge nel libro di Pierluigi Basile "Le carte in regola" (edizioni Pio La Torre onslu, "testimonia il clima pesante e difficile di quei giorni: il presidente Mattarella, in compagnia del suo consigliere Orlando, incontrò il dottor Mignosi, che era nella stanza del suo capo di gabinetto. Avendolo trovato visibilmente scosso e terrorizzato, gliene chiese i motivi. Ne ottenne una risposta inequivocabile: l’austero funzionario era in apprensione per i ‘fatti pesanti’ che stava scoprendo. Ma ancora più chiara e determinata, e forse inaspettata, fu la reazione di Mattarella che, all’ispettore regionale, disse: ‘Vada avanti, dottore. Tanto tutti sanno che sono stato io a disporre l’inchiesta’".

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