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E' morto il prof Lazzeroni, maestro della linguistica storica italiana: insegnò a Palermo

Aveva 90 anni. Il ricordo: "Ovunque spargeva semi della sua mente lucida, uniti a una brillante capacità di sintesi, sempre condita di dialettica e autoironia"

Lutto per il mondo accademico. E' morto il professore Romani Lazzeroni, maestro della linguistica storica italiana. Il docente insegnò anche a Palermo. E' scomparso a 90 anni mentre si trovava all’estero.

Nato a Pontedera nel 1930, ha studiato presso l’Università e la Scuola Normale Superiore di Pisa; laureatosi in Lettere classiche nel 1952, ha conseguito il diploma di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore nel 1953. Dopo un periodo di studi nelle Università di Bonn e di Heidelberg, ha ottenuto nel 1958 la libera docenza in Glottologia. Vincitore nel 1965 del concorso a professore ordinario di Glottologia bandito dall’Università di Palermo, si trasferì poi a Pisa e Roma. Insegnò anche Sanscrito.

Membro dal 1982, del comitato del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Scienze storiche, filologiche e filosofiche), dal 1988 al 1994 è stato presidente del medesimo Comitato e membro del Consiglio di Presidenza del C.N.R. Ha conseguito nel 1999 il premio speciale per l’orientalistica dell’Università di Torino e nel 2005 il premio internazionale 'Empedocle' dell’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento. 

"Autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste italiane e straniere, nonché di alcuni volumi pubblicati presso gli editori Laterza e Carocci, i suoi campi di studio sono stati le lingue dell’Italia antica, l’indiano antico con particolare riguardo al vedico, l’indoeuropeistica classica, e le problematiche teoriche relative alla ricostruzione linguistica e culturale, nonché alla variazione sociolinguistica ed al mutamento linguistico - si legge in una nota -. Punto di riferimento per quanti in Italia e all’estero si occupano di linguistica storica, la sua opera e il suo insegnamento hanno lasciato il segno in quanti, allievi e colleghi, hanno avuto la possibilità di frequentarlo attraverso le sue lezioni e i suoi scritti: ovunque spargeva semi della sua mente lucida, uniti a una brillante capacità di sintesi, sempre condita di dialettica e autoironia".

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