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Venerdì, 31 Maggio 2024
Cronaca

Gli spari a Bellolampo, l'Ucciardone, la destra palermitana: è morto il terrorista nero Concutelli

Avrebbe fatto 80 anni a giugno. Nato a Roma, da giovane si era trasferito a Palermo. Proprio nel capoluogo siciliano era sbocciata la sua passione per l'attivismo politico

E' morto Pierluigi Concutelli, il terrorista nero condannato all’ergastolo per l’omicidio del giudice Occorsio. Concutelli, che avrebbe compiuto 80 anni a giugno, aveva vissuto a lungo a Palermo. Era stato tra i capi di Ordine Nuovo prima di darsi alla lotta armata. Era malato da tempo: dopo aver trascorso quasi metà della sua vita in carcere, ‘il Comandante’ aveva avuto la sospensione condizionale della pena nel 2011 per motivi di salute.

Nato a Roma, Concutelli si era trasferito a Palermo nel 1966 poco dopo il servizio militare e si era iscritto alla facoltà di Agraria. Proprio a Palermo aveva iniziato la sua passione per l'attivismo politico cominciando a frequentare gli ambienti della destra palermitana, ed in particolare quelli legati al Fronte Nazionale, il movimento neofascista fondato da Junio Valerio Borghese.

Il 24 ottobre 1969 subisce il suo primo arresto e la sua prima condanna, a 14 mesi di reclusione da scontare nel carcere dell'Ucciardone, per possesso di armi da guerra con cui si addestrava all'uso, assieme ad alcuni amici (tra cui il futuro deputato missino Guido Lo Porto), sulla collina della frazione palermitana di Bellolampo. I carabinieri li bloccarono nei pressi della discarica vicino ad un poligono di tiro. La loro auto era carica di armi. "Fu una ragazzata - disse poi Lo Porto -. Ci condannarono, ma poi arrivò il condono. Una goliardata, ed è bene metterci una pietra sopra".

Nel 1971, da poco uscito dal carcere ed esaurita la parentesi con il Fronte Nazionale, Concutelli entra in contatto con Ordine Nuovo partecipando attivamente alle riunioni, alle iniziative e ai volantinaggi ma senza rinunciare a fare politica militante con altri gruppi dell'area missina. Contemporaneamente, infatti, aderisce al Fuan, l'organizzazione universitaria del Movimento Sociale Italiano, di cui diviene dirigente provinciale nel 1973. Nel luglio del 1972 viene trovato a esercitarsi, insieme ad altri giovani di destra, nel campo paramilitare di Menfi. Poi il trasferimento lontano da Palermo.

Con Stefano Delle Chiaie e Paolo Signorelli nel 1975 tenta di dare vita a un nuovo soggetto politico che sarebbe dovuto nascere dalla fusione di ON con Avanguardia Nazionale, progetto poi naufragato. L'anno dopo, nel 1976, l'omicido del giudice Occorsio, commesso dal 'Comandante' insieme all'ex parà Gianfranco Ferro, che poi, arrestato, farà il suo nome. "Consideravamo il giudice romano uno degli ingranaggi di quel meccanismo che si era messo in moto per stritolarci, per tagliare fuori dalla vita politica italiana buona parte dei neofascisti", racconterà poi nell'autobiografico "Io, l'uomo nero" (scritto con il giornalista Giuseppe Ardica), spiegando che Occorsio "era stato ed era il titolare di tutte le inchieste scomode del periodo: compresa, naturalmente, quella sul Movimento Politico Ordine Nuovo dei primissimi anni settanta. Il suo nome saltava sempre fuori".

Concutelli viene arrestato nel febbraio del 1977 nel centro di Roma. Davanti a giornalisti e telecamere si dichiara "un soldato politico e quindi un prigioniero politico". E in effetti in carcere Concutelli non rinnegherà mai la lotta armata, rivendicando anzi la paternità degli omicidi come esecutore e mandante militare senza alcun pentimento. Proprio in carcere commette altri due delitti: uccide Ermanno Buzzi, condannato in primo grado per la Strage di piazza della Loggia, e Carmine Palladino, luogotenente di Stefano Delle Chiaie in Avanguardia Nazionale, entrambi considerati dei delatori.

All'inizio degli anni Novanta spunta fuori l'ipotesi di uno scambio di favori fra una parte di Cosa nostra, quella dei vincenti di Totò Riina, e i terroristi neri, per fare evadere Concutelli dall'Ucciardone: Pippo Calò, avrebbe infatti avuto il compito di contattare la Banda della Magliana per ingaggiare killer non mafiosi. In cambio, i "neri" avrebbero ricevuto dai boss la promessa di un aiuto per l'evasione di Pierluigi Concutelli.

Dopo vari tentativi di evasione falliti e quasi 25 anni in regime di massima sicurezza, nel 2002 Concutelli ottiene la semilibertà per lavorare fuori dal carcere, beneficio sospeso quando viene trovato in possesso di una minima quantità di hashish. Nel 2009 l'ischemia cerebrale che gli impedirà da quel momento di parlare e di alimentarsi autonomamente per la quale, nel 2011, gli viene riconosciuta la sospensione della pena detentiva.

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