Si spegne uno degli ideatori della "primavera" di Palermo, padre Sorge muore a 91 anni

Il gesuita e politologo, tra i più noti e attivi nel panorama nazionale, si è spento a Gallarate, in provincia di Varese. Fu direttore di Civiltà cattolica e dell'istituto di formazione politica Pedro Arrupe. Orlando: "Ha avuto ruolo importante nella storia del cambiamento della città"

Padre Bartolomeo Sorge

L’autunno si porta via uno dei padri della "primavera" palermitana. Padre Bartolomeo Sorge si è spento a Gallarate (Varese) all'età di 91 anni. Gesuita e politologo tra i più noti e attivi, non ha mai mancato, anche negli ultimi tempi, di dare il proprio contributo anche tramite i social. Durante la sua esistenza, oltre alla stagione della primavera, è anche direttore di Civiltà cattolica e dell’istituto di formazione politica Pedro Arrupe.

Padre Bartolomeo nel recente passato era sceso in campo contro i decreti sicurezza Salvini definendoli "impregnati di razzismo". Il gesuita intervenne anche quando il cardinale Ruini disse che con Salvini bisognava dialogare: "Ruini sbaglia a benedire Matteo Salvini. Il Vaticano fece lo stesso col Duce". Sorge non risparmiò critiche nemmeno a Matteo Renzi quando attuò la scissione fondando 'Italia viva': "Renzi, al pari di Berlusconi e Salvini - disse - ha la sindrome del salvatore della patria".

Nel suo ultimo libro svelò di avere appreso che Giovanni Paolo I lo voleva mandare patriarca a Venezia al suo posto, rimasto vacante dopo la sua elezione al pontificato. "Provvidenzialmente il cardinale Antonio Poma, presidente della Cei, si oppose e la ebbe vinta. Per due motivi. Il primo fu che, dopo la lettera di Enrico Berlinguer al vescovo Luigi Bettazzi, avevo auspicato che i cattolici non temessero di confrontarsi culturalmente con i comunisti. Il secondo, che fin dalla relazione finale che tenni al convegno della Chiesa italiana su "Evangelizzazione e promozione umana" (1976), prevedendo la fine della Dc, mi davo da fare affinché si trovasse un modo nuovo di presenza politica dei cattolici in Italia, diverso dal partito democristiano. Fu così che persi la gondola...", raccontò.

Padre Sorge nella sua lunga vita - fu lui stesso a raccontarlo nel 2019 a L'Espresso - ebbe tre sogni: "Diventare un santo sacerdote gesuita; impegnarmi con tutte le forze nella costruzione della città dell'uomo; realizzare con fede e amore la Chiesa del Concilio, rinnovata, libera dal potere, povera, in dialogo con il mondo. Il primo sogno, ahimè, è ancora tale, ma ho fiducia che il Signore lo compirà. Il secondo sogno l'ho visto realizzarsi progressivamente nel lungo arco della mia vita, soprattutto negli anni '80, quando mi trovai a combattere la mafia che in Sicilia mirava al cuore dello Stato. Gli undici anni vissuti a Palermo li ho passati quasi tutti sotto scorta armata. Agostino Catalano, uno dei miei "angeli", saltò in aria con Paolo Borsellino. Purtroppo non potei essere vicino a lui e alla sua famiglia, perché mi trovavo in America Latina. Il terzo sogno lo rincorro da 50 anni, metà dei quali alla Civiltà Cattolica, accanto a tre grandi papi".

Orlando: "Ruolo importante nel cambiamento della città"

"Ha avuto un importante ruolo nel più ampio impegno dei Gesuiti nella storia di cambiamento della città e della politica nazionale. Un impegno - dice il sindaco Leoluca Orlando - che ha trovato a Palermo momenti di anticipazione e di sperimentazione di rinnovamento etico, culturale e politico sin dai primi anni '80 e nel cui contesto trovarono spazio e voce istanze e modelli diversi. Fra questi, alcuni legati alle forme-partito ancorate ad un approccio ideologico ed altri, che con le esperienze della Primavera trovarono il proprio punto di partenza e sono proseguite negli anni, improntati al rinnovamento delle forme della politica e della partecipazione, non più legati alle ideologie quanto ad una visione di sviluppo delle comunità nel più ampio contesto globale".

Musumeci: "Teologo e intellettuale raffinato"

"Con padre Bartolomeo Sorge scompare un teologo e un intellettuale raffinato che ha profuso in Sicilia grande impegno per diffondere nel tessuto sociale isolano la cultura della legalità, divenendo punto di riferimento per le classi dirigenti, non solo politiche. A nome personale e dell’intero governo della Regione le più sentite condoglianze".

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