Cronaca

E' morto Guerino Capolicchio: era il papà dello studente ucciso nella strage mafiosa dei Georgofili

L'ingegnere palermitano aveva 77 anni: era il padre di Dario, il ragazzo che perse la vita nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993. Impegno, memoria, coraggio: era uno dei simboli dell’Italia che non si arrende alla criminalità

E' morto Guerino Capolicchio, ingegnere palermitano: era il papà di Dario, lo studente di architettura ucciso nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 nella strage mafiosa dei Georgofili a Firenze. Quel figlio ventenne negli anni è diventato uno dei simboli delle stragi di mafia. Capolicchio si è spento nella sua casa di Caniparola, in provincia di Massa-Carrara, a 77 anni. 

"Da quella tragica notte di maggio - si legge su La Nazione - Guerino Capolicchio non aveva mai smesso di cercare una risposta al dolore. Insieme alla moglie e alla figlia ha raccolto le forze per tenere sempre viva la memoria di Dario. Era diventato il papà di tutti i ragazzi che nel tempo si sono avvicinati alla figura del figlio Dario, un nome legato alla pagina nera dell’Italia di inizio anni Novanta".

La strage di via dei Georgofili

La strage di via dei Georgofili è stato un attentato terroristico compiuto da Cosa nostra nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993 tramite l'esplosione di un'autobomba in via dei Georgofili a Firenze, nei pressi della storica Galleria degli Uffizi. L'esplosione dell'autobomba imbottita con circa 277 chilogrammi di esplosivo provocò l'uccisione di cinque persone: i coniugi Fabrizio Nencioni (39 anni) e Angela Fiume (31 anni) con le loro figlie Nadia Nencioni (9 anni), Caterina Nencioni (50 giorni di vita) e appunto lo studente Dario Capolicchio (22 anni), nonché il ferimento di una quarantina di persone. Questo attentato viene inquadrato nella scia degli altri attentati del 1992-1993 che provocarono la morte di 21 persone (tra cui i giudici Falcone e Borsellino) e gravi danni al patrimonio artistico.

L'ultima apparizione nella giornata contro le mafie

"Con una forza d’animo straordinaria - si legge su La Nazione - Guerino era sempre presente, parlando ai giovani, affiancando la crescita dell’associazione Libera di don Ciotti che in piu’ occasioni ha incontrato indicandolo come un esempio di coraggio. L’ultima apparizione pubblica di Guerino Capolicchio è stata a marzo del 2018 a Sarzana, nell’occasione delle celebrazioni nella giornata nazionale contro le mafie. In quella mattina il corteo terminò il giro proprio nello spazio verde intitolato al suo Dario, rimasto ragazzo per sempre e che adesso sarebbe quasi un cinquantenne. In tanti alla notizia della scomparsa di Guerino hanno riavvolto il nastro, rivedendo le tante iniziative e manifestazioni organizzate nelle piazze, negli appartamenti sequestrati alla criminalità e nelle campagne rigenerate grazie all’impegno di tanti giovani che non hanno mai visto Dario ma lo hanno conosciuto anche grazie ai racconti del suo papà". 

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