Cronaca

Palermo dice addio a Giorgio Colajanni: "Eroe semplice delle battaglie civili"

Ha speso la sua vita, come funzionario pubblico e come privato cittadino, combattendo importanti battaglie per la legalità: dall'impegno nell'Anpi alla lotta abusivismo edilizio fino al ruolo di portavoce della "scorta civica" per il magistrato Nino Di Matteo

Giorgio Colajanni

E' stato per anni in prima linea, come funzionario pubblico e come privato cittadino, combattendo importanti battaglie per le legalità: dall'impegno nell'Anpi alla lotta abusivismo edilizio fino al ruolo di portavoce della "scorta civica" per il magistrato Nino Di Matteo. Palermo piange la scomparsa di Giorgio Colajanni. L'annuncio con un post su Facebook sulla pagina di "Scorta Civica": "Un onore aver lottato con te al fianco". 

Sul web decine di messaggi di cordoglio. Chi lo ha conosciuto lo ricorda "per il suo impegno civile, le sue lunghe e puntigliose analisi che mancheranno a tutti gli amanti della verità e della libertà di pensiero".

"Non inattesa, ma molto toccante - si legge in un post - mi è appena giunta notizia della morte prematura dell'amico e compagno Giorgio Colajanni, che in una sobria esperienza di vita segnata dalla discrezione ha testimoniato nell'antifascismo militante la vitalità della lezione di vita di un genitore d'eccezione, il comandante partigiano Pompeo Colajanni, liberatore di Torino, sul lungo itinerario di una memoria storica della sua famiglia che risaliva a Garibaldi e all'epopea del Risorgimento. Lo ricordo con una commozione che sfida e annichilisce ogni retorica, perché il compagno Giorgio, già funzionario brillante e incorruttibile della pubblica amministrazione, ha saputo vivere con grande dignità la non facile condizione di un figlio dotato di normali virtù civili, dedito a testimoniarle nell'umile, quotidiano confronto con quelle eroiche di un padre eccezionale. Egli, certamente, è un esempio dell'ineffabile 'eroicità' di ognuno che sappia vivere degnamente il dovere di essere a tutto tondo soltanto un cittadino".

"Caro Giorgio - scrive Nadia Spallitta - Maestro indimenticabile quando, inesperta, muovevo i miei primi passi nei complessi meandri della pubblica amministrazione, sotto la tua guida saggia ed affettuosa. Maestro di vita per il tuo esempio di signorilità, coerenza, competenza, senso del dovere, correttezza, per le tue tante doti di Uomo nobile e gentile. Mi addolora apprendere che non ci sei più. Buon viaggio e che la terra ti sia lieve".

"E' stato - scrive un amico - uno degli uomini che più ha dato a questa terra di Sicilia. Innumerevoli le battaglie che grazie a lui sono state combattute ed alcune anche vinte! Ho condiviso oltre due anni di vita professionale e quasi quaranta di amicizia e militanza. Lo ricordo quando siamo riusciti ad abbattere gli obbrobri abusivi sulla spiaggia di Mondello oppure quando abbiamo aperto i primi asili nido comunali con Marina Marconi o liberato il mattatoio comunale dai macellatori abusivi. E poi la villetta a piazza Guadagna e tanto altro ancora... i contratti di stabilizzazione degli edili, le case popolari della Zisa. Grazie a lui esistono oggi importantissime realtà associative come Professionisti liberi e l'antiracket. Eppure mai una sola azione di presenzialismo o richiesta di riconoscimenti. Sempre sobrio ma attento a cogliere i segnali del cambiamento ma altrettanto poco avvezzo al protagonismo di facciata. Gli chiesi di essere lui a celebrare il mio matrimonio e mi convinse, stavolta sbagliando, che invece dovesse essere un consigliere comunale. Enorme il suo contributo di dirigente quando si avviò l'ufficio speciale della regione per le acque e rifiuti poi divenuto Agenzia. Un vero paladino della legalità e delle battaglie per l'ambiente".

"Matilde ed Enrica perdono un uomo, marito e padre, di esemplare levatura etica e morale - scrive un altro amico - Enrico e Luigi un fratello che resterà in eterno nei loro cuori. Questa città e questa Regione perdono un figlio cui devono tanto nella loro strada verso la democrazia e contro la mafia. Grazie Giorgio, ciao".

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