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Anziano morto dopo essere stato spinto, ambulante assolto in appello

L'episodio risale al 2014. Gioacchino Aversa, 63 anni, si era avvicinato alla bancarella dell'uomo in corso Tukory per acquistare degli auricolari per il telefono cellulare. La contrattazione sul prezzo è degenerata e il cliente è stato spinto a terra

La corte d'assise d'appello ha assolto "perché il fatto non sussiste" il bengalese Miah Rubel. L'uomo era stato condannato a otto anni per la morte di Gioacchino Aversa, 63 anni, con il quale aveva avuto una discussione. L'extracomunitario aveva spinto per terra Aversa, poi morto  in ospedale per una complicazione.

I fatti risalgono al 25 aprile 2014. Aversa si avvicinò alla bancarella di Rubel in corso Tukory per acquistare degli auricolari per il telefono cellulare. La contrattazione sul prezzo portò a uno scambio di insulti. Il venditore diede una spinta al cliente che, cadendo sul marciapiedi, riportò la frattura di un femore. Dieci giorni dopo l'uomo morì a causa di un embolo.

In primo grado il venditore ambulante era stato condannato a otto anni per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. La difesa di Rubel ha però dimostrato che la caduta non fu connessa alla morte. Da qui la sentenza dei giudici d'appello.

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