Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

E' morto a 107 anni Gillo Dorfles: "Era un cittadino di Bagheria"

Il critico d'arte e filosofo era cittadino onorario di Bagheria dal 2010. Nell'aprile 2007 l'Università di Palermo gli aveva conferito la laurea honoris causa in Architettura

Gillo Dorfles

Se ne è andato a 107 anni, dopo aver pensato e raccontato il mondo dell’arte contemporanea per decenni. Gillo Dorfles, triestino classe 1910 e cittadino onorario di Bagheria, è morto a Milano dopo che le sue condizioni fisiche erano peggiorate improvvisamente. Il suo lavoro di critico dell’arte e del gusto più in generale ha informato per molti anni l’approccio scientifico alla materia, aprendo gli spazi a riflessioni, come quella sul kitsch, divenute poi delle vere e proprie pietre miliari. 

"Il Comune di Bagheria - si legge in una nota - perde un suo cittadino onorario: è venuto a mancare all'età di 107 Gillo Dorfles, critico d'arte, filosofo e accademico onorario di Brera e Albertina di Torino e cittadino onorario si bagheria dal 2010. Dorfles era anche membro del consiglio scientifico del Museum di Bagheria di Ezio Pagano. Nell'aprile 2007, l'Università di Palermo gli ha conferito la laurea honoris causa in Architettura. Artista e critico di spessore, ha vissuto oltre un secolo, regalandoci pagine di filosofia e critica d'arte che lo hanno reso il decano dei critici italiani" - sottolinea l'assessore alla Cultura, Romina Aiello -. Le condoglianze della Città di Bagheria vanno alla famiglia". 

Lucido e acuto ben oltre la soglia del secolo di vita, Dorfles ha continuato a lavorare, sia nelle vesti di critico e curatore, sia in quelle di artista, con una mostra di suoi disegni in Triennale a Milano ancora a inizio 2017. Nel suo celebre saggio “Le oscillazioni del gusto” del 1970, Dorfles, mostrandosi ancora una volta in anticipo sui tempi, ha affrontato i temi della tecnocrazia e del consumismo come elementi costitutivi dell’arte contemporanea, aprendo la strada non solo a eleborazioni teoriche, ma anche a una serie di pratiche artistiche che, con il passare degli anni, sono diventate centrali nello scenario dell’arte del presente.

Insegnò estetica nelle università di Milano, Cagliari e Trieste. Vincitore del Compasso d'Oro, è stato accademico onorario di Brera, a Milano, e dell'Albertina, a Torino. Contribuì considerevolmente allo sviluppo dell'estetita italiana a partire dal dopoguerra, a partire dal volume del 1952 "Discorso tecnico delle arti", e poi con "Il divenire delle arti" nel 1959 e "Nuovi riti, nuovi miti" nel 1965. Nella sua analisi Dorfles si è spesso soffermato sull'aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali. Scrisse monografie su artisti di varie epoche, da Durer a Feininger, da Bosch a Scialoja. Pubblicò poi due volumi sull'architettura ("Barocco nell'architettura moderna", "L'architettura moderna") e "Il disegno industriale e la sua estetica".

Nel 1995 contribuì al "Manifesto dell'antilibro", in cui espresse la valenza artistica e comunicativa dell'editoria di qualità. Nel 2008 pubblicò "Horror Pleni. La (in)civiltà del rumore", un volume molto critico sulla "scoria massmediatica" che, a suo dire, avrebbe di fatto soppiantato le attività culturali. Nel 2009, con "Arte e comunicazione", si occupò di cinema, fotografia e architettura. Tornò poi alla critica della società contemporanea e del consumismo con "Irritazioni, un'analisi del costume contemporaneo" (2010). Infine, sempre nel 2010, con "99+1 risposte" ripercorse gli incontri - durante la sua vita - con persone come Andy Warhol, Italo Svevo e altri.

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