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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca

Addio al "mago delle due ruote": è morto Ciccio Candela, storico meccanico di Moto Guzzi e Ducati

La sua officina, aperta a metà degli anni Cinquanta in via Enrico Albanese, ha visto transitare motociclette di ogni specie, anche quelle usate per correre a Pergusa. Sulla sua omonimia con lo zitellone del film "Nati stanchi" diceva sempre che un giorno avrebbe chiesto a Ficarra e Picone i diritti...

Diceva sempre per scherzare che a Ficarra e Picone, un giorno, avrebbe chiesto i diritti per quella omonimia che lo legava al celebre "zitellone" del film "Nati stanchi". E' morto a 88 anni Ciccio Candela, storico meccanico di Moto Guzzi e Ducati. Definito da molti il "mago delle due ruote", aveva aperto quasi 70 anni fa la storica officina di via Enrico Albanese che oggi porta il suo nome. 

Nato al Capo nel 1934, primo di una famiglia di sette figli, Candela dopo la quarta elementare iniziò subito a lavorare. In principio faceva il pastore: si occupava infatti di portare le pecore a Pallavicino e a Cruillas. Poi però la forte passione che nutriva per le moto gli fece cambiare strada. Uno zio, capo officina alla Moto Guzzi, lo prese sotto la sua ala. Candela imparò così l'arte della meccanica, a partire dalle riparazioni. 

Una vita legata al mondo delle moto. "Per le mani mi sono passate le migliori motociclette del mondo" diceva sempre. MV Disco Volante, le Gilera e le Rumi: lui le smontava, le puliva, le rimontava e infine le metteva in moto. Un gioco che presto diventò un mestiere. Così quando lo zio emigrò in America lasciando la Guzzi scoperta, tutto cambiò. Candela fu scelto come assistente per conto della finanza, della polizia e dei carabinieri che ai tempi avevano le Guzzi. 

A metà degli anni Cinquanta aprì la sua officina, in pieno centro città. Inizia con Guzzi e Ducati, quando ancora in città non si vedeva l'ombra di moto come Honda, Kawasaki o Triumph. La naturale trasformazione del mestiere arrivò un decennio dopo, quando Candela iniziò a preparare moto per correre a Pergusa. Sotto le sue mani passaro le moto dalle prestazioni migliori. E anche clienti eccellenti, come il giudice Giuseppe Ayala. Ora l'officina resta nelle mani di uno dei due figli maschi a cui, negli anni, ha tramandato il mestiere. 

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