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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Muore 41enne di Borgo Nuovo, familiari all'assalto dell'ospedale Ingrassia: denunciato un uomo

Alla notizia del decesso è scoppiato il parapiglia e il cognato ha distrutto le porte dell'area d'emergenza. Poche ore prima un altro episodio: aggrediti una dottoressa e un infermiere

Doppia episodio di violenza all’Ingrassia in meno di 24 ore. Giornata da dimenticare per medici e infermieri dell’ospedale di corso Calatafimi che stanotte hanno dovuto affrontare i familiari di un 41enne morto per un arresto cardiorespiratorio e portato da Borgo Nuovo al pronto soccorso con un’ambulanza del 118. Alla notizia del decesso la sorella ha iniziato ad agitarsi e a urlare, mentre il marito - un 47enne - è andato in escandescenza e ha iniziato a prendere a calci le porte dell’area d’emergenza e quella che la separa dal corridoio. Il cognato del defunto è stato denunciato dai carabinieri per danneggiamento.

In pochi minuti il pronto soccorso è piombato nel caos, costringendo il personale a rifugiarsi in attesa dell’arrivo delle pattuglie delle forze dell'ordine e la guardia giurata della Mondialpol security a intervenire per sedare gli animi. Del gruppetto formato da una decina di parenti del defunto le forze dell’ordine hanno identificato il cognato, la cui posizione - in attesa di un’eventuale denuncia da parte della dirigenza ospedaliera - è ora al vaglio degli investigatori. "Sembra che tutti aspettino il tragico evento, che - dice Angelo Collodoro del sindacato dei medici Cimo - continuando di questo passo potrebbe anche accadere".

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Nonostante la tensione, le minacce e la tentata aggressione ai sanitari non si registrano feriti. Una volta tornato tutto alla normalità il personale dell’ospedale ha ripristinato la funzionalità del pronto soccorso prima di fare la conta dei danni. "Siamo stanchi di annunci, promesse e solidarietà da parte delle istituzioni. Da settimane - ha detto Collodoro - chiediamo un incontro e maggiori misure di sicurezza per l'Ingrassia, continuando di questo passo non vorremmo si verificassero conseguenze più gravi e irreparabili per i sanitari".

Ieri mattina, sempre all’Ingrassia, un altro episodio: una dottoressa e un infermiere sono stati aggrediti da un uomo di mezza età che aveva accompagnato la madre. Quest’ultima, per cause ancora da accertare, avrebbe innescato un’accesa discussione per poi inveire e offendere il personale. Dalle parole si è passati alle mani e nel corso della colluttazione la dottoressa - che poi avrebbe sporto formale denuncia - ha riportato ecchimosi e contusioni a un braccio mentre l’infermiere, spinto per terra, ha riportato un trauma lombo-sacrale.

Alla fine del mese di luglio scorso, dopo l’ultima aggressione al personale del pronto soccorso ostetrico/ginecologico, la Cimo aveva scritto una nota all’Asp di Palermo chiedendo di "identificare le cause profonde" del problema. Nella nota il sindacato ha chiesto spiegazioni sulla decisione di "sopprimere la postazione fissa di vigilanza armata" che avrebbe sicuramente "incrementato i rischi di aggressione". Una settimana dopo il direttore generale Daniela Faraoni ha precisato che l’utilizzo delle guardie giurate, "sebbene costituisca un deterrente anche verso l’utenza reattiva, è deputato alla tutela del patrimonio, infatti la difesa delle persone rientra nei compiti degli organi di Stato".

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