Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Via Liberta'

Morte di Tania Valguarnera, convalidato l'arresto di Pietro Sclafani: "Era impegnato al telefono"

Questa la decisione del giudice Daniela Vascellaro, della terza sezione penale, che ha negato gli arresti domiciliari per il panettiere di 49 anni che ieri ha travolto e ucciso la giovane donna in via Libertà. "Grave disattenzione e negligenza". Il giallo del narcotest

Pietro Sclafani portato dai poliziotti in aula - foto Riccardo Campolo

Convalidato l'arresto di Pietro Sclafani, che andrà in carcere in attesa del processo. Questa la decisione presa oggi dal giudice Daniela Vascellaro, della terza sezione penale dopo 4 ore di camera di consiglio. Al panettiere di 49 anni, che ieri mattina in via Libertà ha travolto e ucciso Tania Valguarnera, non sono stati concessi gli arresti domiciliari con il "braccialetto elettronico". Così come richiesto dagli avvocati difensori, Marco Lo Giudice e Ninni Reina. L'accusa era rappresentata dal pm Renza Cescon. L'uomo, che ha trascorso la notte nelle camere di sicurezza della Questura, è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

"IMPEGNATO AL TELEFONO" -  "Pericolo di fuga e di reiterazione del reato". Il provvedimento di cinque pagine redatto da giudice Daniela Vascellaro conferma anche i "gravi indizi di colpevolezza come si desume da un video e dai tabulati telefonici". L'uomo dopo aver investito la giovane che stava andando al lavoro "si sarebbe fermato, poco dopo, sceso dalla vettura e dopo aver preso visione dei fatti sarebbe risalito sul furgone e andato via". Inoltre dopo essere stato raggiunto e fermato dai poliziotti tra via Rutelli e via Marchese di Villabianca "avrebbe provato a fuggire innestando la retromarcia".

"Grave disattenzione e negligenza - si legge nel provvedimento - da parte dell'indagato che, distratto e anche impegnato al telefono, non si accorgeva del pedone ben visibile sulle strisce, lungo un rettilineo pressochè deserto e con un ampio ombrello". Particolarmente raccapricciante - sostiene chi in Procura ha avuto modo vederlo - il video, acquisito da un bar nei pressi dell'incidente.

"ADDOLORATO" - Oggi poco dopo le 12 ha avuto luogo l'udienza di convalida per "direttissima". "Sono addolorato e penso solo alla ragazza e ai suoi familiari". Queste le parole che, secondo il legale Ninni Reina, ha detto al giudice Pietro Sclafani. L'uomo, che ha una figlia di circa 25 anni, dopo aver investito la vittima col suo Fiat Doblò bianco - secondo il racconto dei colleghi di Tania che hanno assistito alla scena - si è fermato, è sceso dal mezzo ed è fuggito dopo aver visto il cadavere della donna sull'asfalto. Inseguito dalle volanti della polizia, è stato bloccato poco dopo e arrestato.

IL GIALLO DEL NARCOTEST - Dubbi sul fatto che avrebbe assunto droghe pesanti nell'ultimo periodo. "Gli esami tossicologici da noi effettuati - hanno spiegato dalla Questura - hanno evidenziato che avesse assunto ecstasy e anfetamina. Non sappiamo però dire al momento quando abbia preso l'ultima dose". I familiari però non ci stanno. Escludono che Sclafani possa avere assunto droga. E spunterebbe - a detta loro - un'anomalia: "I test alle urine hanno dato esito negativo, mentre quelli del sangue sono risultati positivi. C'è qualcosa che non funziona". Nuovi esami tossicologici saranno effettuati nei prossimi giorni, per confermare o confutare l'ipotesi degli stupefacenti.

RECIDIVO - Il "curriculum stradale" di Sclafani menziona una serie di multe per eccesso di velocità. Nel 2014 gli era stata ritirata la licenza di guida, poi comunque riconsegnata. Ma avendo infranto il Codice della strada numerose volte, sempre per avere superato i limiti, lo scorso 13 maggio era stato avviato nei suoi confronti un nuovo iter che avrebbe portato alla sospensione della patente. Ma oggi, chi lo difende, sostiene che queste multe non siano tutte responsabilità sua. "Si tratta di infrazioni commesse col furgone aziendale. Multe che Sclafani ha pagato, ma non è vero che in tutti questi casi al volante c'era lui". Ieri il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, a caldo, aveva dichiarato: "Chiederemo per lui una pena esemplare".

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