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Giusto Catania

Giusto Catania

"Morte di Carlo Giuliani? Una trappola": scontro tra Giusto Catania e Consap

Gli scontri di Genova durante il G8, il sindacato di polizia attacca l'assessore comunale alla Mobilità: "Stravolge le decisioni dei giudici, chieda scusa alle forze dell'ordine"

A distanza di 15 anni esatti dai fatti di Genova scoppia una vivace polemica tra l'assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, e il sindacato della polizia Consap. Tutto ruota intorno alla morte di Carlo Giuliani, ucciso negli scontri durante il G8. Dal proprio profilo Facebook, Catania ha espresso la propria teoria, contestando la legittima difesa del carabiniere che ha sparato il colpo di pistola al giovane manifestante. ''Basterebbe semplicemente guardare altre fotografie per smentire la tesi della legittima difesa e scoprire altre cose. Carlo Giuliani - dice Catania - non era affatto vicino al difender dei carabinieri.  Era in una posizione talmente lontana, almeno quattro metri di distanza, che non avrebbe mai potuto essere un pericolo per i carabinieri (non c'era solo uno!) dentro la camionetta''.

Catania sposa la teoria della "trappola": "La camionetta non era bloccata, come sembrerebbe. Era una trappola: si è fermata al centro della piazza, davanti a un contenitore, attirando manifestanti inferociti che avevano subito cariche violentissime, lanci di fumogeni e manganellate. Il carabiniere a bordo del difender mette il colpo in canna prima che Carlo Giuliani raccolga l'estintore (portato in piazza dai carabinieri) da terra". E infine: "La pistola - dice Catania - è puntata all'altezza della testa di Carlo Giuliani e non in alto come dice la sentenza del processo, secondo cui il carabiniere avrebbe sparato in aria e il proiettile avrebbe sfondato il cranio di Giuliani dopo essere stato deviato da una pietra lanciata dai manifestanti". Quindi la conclusione: "Il Paese non ha ancora la verità sui fatti di Genova. Io, che visto la violenza di quei giorni, non mi voglio accontentare di una verità pre-confezionata. Ci sono migliaia di foto e di video che dimostrano che la verità sul G8 del 2001 è diversa da come viene raccontata. Del resto, dentro la scuola Diaz furono ritrovate armi e bottiglie molotov; solo dopo qualche anno fu dimostrato che furono gli agenti di polizia a portare armi e bottiglie molotov dentro la scuola. Anche quella era una trappola".

Una "riflessione" che non è andata giù al sindacato di polizia Consap. "La libertà di pensiero e di democrazia sono sacre e inviolabili - dice il dirigente del sindacato, Igor Gelarda - ma i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero fare molta attenzione prima di fare certe affermazioni. Ritengo fuori luogo che l’assessore alla mobilità del Comune di Palermo, Giusto Catania, pubblichi un articolato post pubblico sul suo profilo Facebook in cui sostiene che, dall’esame di alcune foto scattate durante gli scontri, la vicenda della morte di Carlo Giuliani andò in modo profondamente differente da come stabilirono i giudici.  

"Ricordo all’assessore Catania - continua Igor Gelarda - che lui non è un magistrato: con quale autorità stravolge, in maniera così decisa, le decisioni dei giudici italiani, che archiviarono il caso, e poi quella della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, che assolse il carabiniere che uccise Giuliani, stabilendo che agì per legittima difesa e utilizzò legittimamente le armi (il militare non è ricorso a un uso eccessivo della forza. La sua è stata solo una risposta a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei colleghi, si legge nella sentenza della Corte di Strasburgo). E ancora, da rappresentante delle Istituzioni, come può arrivare a dire che i carabinieri avessero preparato una trappola per attirare i manifestanti?" 

"L’assessore Catania - continua Gelarda - come fa a giudicare in questo modo l’operato di rischia la vita, ogni giorno, per strada, per 1.500 euro. In mezzo a mille difficoltà e con mille sacrifici, per difendere tutti, anche lui, come gli altri cittadini italiani.  Riccardo Nuti, per una sua intemperanza verbale su Facebook, dovuta forse alla sua poca esperienza - non si può generalizzare dicendo che comune e municipalizzate sono piene di delinquenti - è stato querelato dal sindaco e dalle municipalizzate. Cosa dovrebbero fare adesso i carabinieri per queste affermazioni così gravi?  Nessun dubbio che alcuni aspetti del G8 di Genova abbiano rappresentato  una pagina nera per la democrazia italiana, e ancora oggi fa male vedere le immagini di Giuliani privo di vita per terra. Ma un’assessore della sesta città d’Italia non può pubblicare con tale leggerezza certe cose su Facebook. Una cosa è chiedere giustizia, una cosa invece è dare sentenze senza passare dalla magistratura. Catania, dunque - conclude il dirigente della Consap - deve chiedere scusa alle forze dell’ordine per quanto dichiarato".  

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