Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Caso Manca, oltre 30 mila firme contro la chiusura delle indagini: c'è anche Orlando

L'urologo siciliano morì 2004 in circostanze poco chiare. Secondo i legali della famiglia, il medico venne ucciso per coprire la latitanza di Bernardo Provenzano

Attilio Manca

Un petizione con oltre trentamila firme, tra cui quella del sindaco Leoluca Orlando, è stata presentata alla Procura di Roma per chiede di non archiviare le indagini sul caso di Attilio Manca, l'urologo siciliano morto nel 2004 in circostanze poco chiare. Secondo i firmatari Manca fu ucciso per coprire la latitanza di Bernardo Provenzano.

Le firme raccolte sono, per la precisione, 30.917.  All’appello hanno risposto importanti personalità del mondo dell’antimafia, della politica, dell’arte e della cultura. Tra questi anche il presidente di Libera Don Luigi Ciotti; il fondatore del movimento delle Agende Rosse Salvatore Borsellino; la redazione di Antimafia Duemila; gli ex colleghi di Attilio Manca Simone Maurelli, Domenico Luigi Paternico e Antonio Caporaso; i deputati Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Claudio Fava, Giulia Sarti, Francesco D’Uva, Davide Mattiello, Rosanna Scopelliti, Giuseppe Civati, Paolo Bolognesi; i senatori: Luigi Gaetti, Mario Michele Giarrusso, Giuseppe Lumia, Maurizio Santangelo, Barbara Lezzi; le attrici e registe: Sabina Guzzanti e Annalisa Insardà; i cantanti: Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri e Marco Ligabue; il sindaco di Messina Renato Accorinti, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il sindaco di San Donà di Piave (Ve) Andrea Cereser. 

Lo scorso 22 maggio, il giorno prima del 25° anniversario della strage di Capaci, Angela Manca aveva lanciato un appello accorato alla moglie di Bernardo Provenzano esortandola a collaborare con la giustizia. 

I legali della famiglia Manca, Fabio Repici e Antonio Ingroia hanno già anticipato che, una volta depositata la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma, inoltreranno la propria opposizione. "Mi auguro davvero - dice Ingroia - che le speranze di giustizia di quasi 31.000 firmatari vengano ascoltate. Dopo la delusione di molti per la sentenza di mafia capitale, gli italiani onesti non si meritano un'altra frustrazione delle loro aspettative di giustizia. Abbiamo bisogno di indagini serie e meticolose perché le prove che quello di Attilio non sia stato un suicidio ci sono tutte", conclude. 

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