Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Dodicenne annegò durante una festa in spiaggia: condannati i genitori dell'amico che l'aveva invitata

Inflitto un anno ciascuno agli imputati per l'omicidio colposo di Alessia Cintura, originaria del Capo. Il 30 aprile 2017 non avrebbero vigilato sul gruppo di ragazzini che poi avevano deciso di fare il bagno: il mare era mosso e la vittima non sapeva nuotare. La coppia dovrà anche risarcire i suoi parenti con 100 mila euro

Avrebbe dovuto essere un giorno di festa, invece per Alessia Cintura, 12 anni, la grigliata organizzata a casa di un amichetto il 30 aprile del 2017, a Campofelice di Roccella, si trasformò in una tragedia: la ragazzina, originaria del Capo, infatti, perse la vita annegando in mare. Adesso, a quasi sei anni dai fatti, il giudice del tribunale monocratico di Termini Imerese, ha condannato i genitori del bambino che aveva organizzato la festicciola, Giovanni Salvatore Messina e Rosalba Caracalla. La pena inflitta per omicidio colposo è di un anno. La coppia inoltre dovrà risarcire la famiglia della vittima con una provvisionale di 100 mila euro. Il giudice Claudia Camilleri ha dunque accolto sia le richieste della Procura che quelle della parte civile, ovvero i parenti di Alessia Cintura, rappresentati dall'avvocato Rosa Garofalo.

La festa, a cui oltre alla vittima, presero parte una ventina di ragazzini culminò nell'incidente sulla spiaggia davanti al residence "Dolcestate", in contrada Pistavecchie. Come è stato ricostruito dagli inquirenti, proprio Rosalba Caracalla in una chat di gruppo, poche ore prima della tragedia, aveva scritto ai genitori dei suoi piccoli ospiti: "Ascoltate, farò in modo di prendermene cura come se fossero figli miei. Serena giornata a voi mamme". Invece - sempre secondo l'accusa - Messina e Caracalla si sarebbero allontanati, lasciando i bambini senza controllo.

Ad un certo punto i ragazzini - come ripreso anche da alcune telecamere - avevano deciso di indossare i costumi e di buttarsi in acqua. Finché la piccola Alessia, che non sapeva nuotare, non era appunto annegata. Quel giorno il mare era mosso ed era stata esposta la bandiera rossa. Non c'era inoltre alcun addetto alla sicurezza, visto che la stagione estiva non era ancora iniziata.
Un bagnino, chiamato da alcuni ragazzini, aveva tentato invano di soccorrere la ragazzina, riportandola però senza vita sulla battigia. Inutile anche l'intervento del 118. I carabinieri avevano quindi acquisito anche le chat di gruppo utilizzate per organizzare la festa e ricostruire l'accaduto.

Per l'accusa - ed è una tesi che adesso è stata accolta anche dal giudice - la colpa degli imputati sarebbe stata quella di aver lasciato da soli, senza il controllo di nessun adulto, il gruppo di ragazzini, che aveva deciso di fare il bagno nonostante tutto imponesse di non farlo.

Alessia Cintura aveva una storia complessa perché era stata affidata ad una donna da qualche mese. Una procedura che - come sostiene la famiglia naturale della ragazzina - sarebbe avvenuta con una serie di irregolarità da parte del tribunale dei Minori. Proprio per questo, l'estate scorsa, accogliendo l'opposizione dei parenti, il gip di Caltanissetta Gigi Omar Modica ha ordinato nuove indagini e l'iscrizione nel registro degli indagati di magistrati in servizio a Palermo, giudici onorari, assistenti sociali e neuropsichiatri. "L'excursus sulla procedura di affidamento mostra diversi profili problematici", ha scritto il giudice, ipotizzando i reati di abuso e omissione di atti d'ufficio.


 

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