Viviana Parisi, l'incidente e il giallo dei palermitani: "Hanno parlato con i testimoni"

Parla il legale della famiglia: "Due signori si sarebbero fermati in autostrada ma non riusciamo a trovarli e loro non si fanno avanti". Intanto spunta un'altra ipotesi. Gioele potrebbe essere morto nell’incidente stradale che la dj ha avuto prima di far perdere completamente le proprie tracce

Viviana Parisi e il figlio Gioele

"Abbiamo una dichiarazione indiretta sul soccorso che avrebbero dato a Viviana dopo l’incidente. Un racconto reso da due persone ad alcuni palermitani che ci hanno riferito la testimonianza. Questi due signori si sarebbero fermati addirittura in autostrada per prestare aiuto ma non riusciamo a trovarli e loro non si fanno avanti". A parlare è l’avvocato Pietro Venuti, il legale della famiglia del bambino dopo avere incontrato nelle scorse ore il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo per spiegare i dubbi maturati sulla vicenda e per chiedere anche la restituzione del corpo di Viviana che non sarà possibile però nell’immediato perché sono stati disposti altri accertamenti.

L'identikit dei testimoni

I testimoni che si sarebbero fermati a prestare soccorso a Viviana Parisi e al figlio Gioele sarebbero padre, madre e due figli adolescenti a bordo di una "berlina grigia metallizzata" o comunque "di colore chiaro". Da loro, dalle loro parole, potrebbero arrivare elementi fondamentali per le indagini. Ma non si trovano. 

E' solo questo per il momento l'identikit di cui è in possesso la Procura. Chi sono? Perché non si sono mai fatti vivi nonostante da 10 giorni si susseguano gli appelli? Di loro non si sa altro e il procuratore Angelo Vittorio Cavallo, parlando con i giornalisti davanti al tribunale, ha mandato loro un appello affinché si facciano vivi. ''Il padre era quasi calvo, abbronzato e indossava una maglietta arancione - ha spiegato Cavallo - La donna ha sui 45 anni, indossava un vestito blu''. Queste le poche parole usate per descrivere quella famiglia che ha fatto ''un'opera meritoria'' e che spera si ''facciano vivi adesso''.

Secondo le indagini non solo si sono fermati sul luogo dell'incidente ma hanno iniziato anche le ricerche della mamma e del figlio ''scavalcando il guardrail''. E' stato sempre il magistrato a rivelare ieri che un video fa supporre agli inquirenti - che lavorano senza sosta da ormai dieci giorni - come la donna fosse con il bambino "al momento dell'incidente". Ecco perché le ricerche proseguono, senza sosta, sempre in zona, senza spostarsi in altri luoghi. Si cerca Gioele Mondello.

“Vorrei far comprendere quanto è importante la testimonianza di chi ha visto – spiega a MessinaToday l’avvocato Venuti - Per capire in che condizioni era Viviana in quei momenti e avere notizie del piccolo, che ormai siamo certi, dopo i video delle telecamere acquisite, che era vivo, con lei in macchina a Sant’Agata di Militello prima di far rientro in autostrada dove è poi avvenuto l’incidente. Le ricerche di questi due testimoni sono difficili perché i palermitani hanno dato solo pochi riferimenti. Evidentemente non sono persone che conoscono, si è trattato di un incontro casuale”.

La nuova ipotesi: Gioele morto nell'incidente

Ma proprio in queste ore è spunta un'altra ipotesi. Gioele, il figlio di Viviana Parisi, potrebbe essere morto nell’incidente stradale che la dj ha avuto prima di far perdere completamente le proprie tracce lo scorso 3 agosto. Questa è una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, come riferito dall’Adnkronos. Viviana Parisi potrebbe aver nascosto il corpo del piccolo e poi essersi tolta la vita. 

Viviana Parisi era stata vista viva per l’ultima volta mentre scavalcava il guardrail della Messina-Palermo con in braccio il piccolo Gioele poco dopo l'incidente. Un incidente definito lieve ma ora gli investigatori sono arrivati a pensare che il piccolo possa essere rimasto ucciso mentre si trovava nell’auto. “Sono solo ipotesi - spiegano gli investigatori  secondo quanto riferisce l’Adkronos - ma non escludiamo che il piccolo Gioele seduto sul seggiolino di protezione, magari allacciato male o non allacciato, possa avere battuto la testa in maniera letale. Ribadiamo, non c'è niente di certo, ma sono ipotesi di cui abbiamo parlato".

Secondo gli inquirenti, quindi, "Viviana dopo avere sbattuto con la sua Opel Corsa contro il guardrail e una macchina, si sarebbe accorta della morte sopraggiunta del bambino e in preda alla disperazione avrebbe preso il bimbo in braccio e sarebbe scappata". Da lì, avrebbe percorso a piedi le campagne di Caronia, dove poi Viviana Parisi è stata rinvenuta cadavere. Gli investigatori però ribadiscono: “Non privilegiamo una tesi rispetto a un'altra  ma guardiamo in tutte le direzioni".

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Le ricerche e la possibile svolta

L'area della ricerca ieri si è allargata, dopo il vertice che si è tenuto in Prefettura con i soccorritori e gli inquirenti, ma sempre nella zona tra il luogo in cui la donna ha avuto l'incidente in una galleria sulla A20 Messina-Palermo e il luogo del ritrovamento del cadavere. Ieri sembrava esserci una svolta, nel pomeriggio, quando il Procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo si è presentato sul luogo del ritrovamento con una geologa esperta di sottosuoli per un sopralluogo. Si cercano altre tracce. Ma del bimbo fino a questo momento ancora nessuna notizia.

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