"Non le diedero gli antibiotici e morì dopo una colica", rinviati a giudizio 4 medici del Policlinico

I sanitari dovranno rispondere dell'accusa di omicidio colposo in relazione al decesso di una settantenne, Rosaria Venutelli, avvenuto il 12 dicembre del 2017. Secondo la Procura con i farmaci e un intervento di asportazione della colecisti la paziente si sarebbe salvata

Era stata ricoverata al Policlinico per una colica, ma secondo la Procura i medici non solo non le avrebbero somministrato la dovuta terapia antibiotica, ma non avrebbero neppure provveduto ad asportarle la coleciste. E' per questo che, per l'accusa, Rosaria Venutelli (nella foto), 70 anni, era morta il 12 dicembre del 2017 nell'ospedale. Il gup Piergiorgio Morosini ora ha rinviato a giudizio quattro sanitari per l'omicidio colposo della donna, come richiesto dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Daniele Sansone, nonché dai famigliari della vittima, assistiti dall'avvocato Angelo Mangione (nell'altra foto).

Rosaria Venutelli morta Policlinico 12 dicembre 2017-2A processo - il dibattimento si aprirà a marzo davanti alla quarta sezione del tribunale monocratico - finiscono Francesco D'Arpa, responsabile dell'unità operativa di Endoscopia digestiva, Gaspare Gulotta, direttore della Chirurgia d'urgenza, e i medici Salvatore Napoli e Giuseppe Profita.

L'indagine era stata avviata subito dopo la morte della paziente, in seguito all'esposto presentato dalla sua famiglia che sin dall'inizio aveva ipotizzato errori da parte dei sanitari. Un'ipotesi che avrebbe poi trovato conferma negli accertamenti compiuti dalla Procura. In particolare i medici non avrebbero "predisposto, durante il ricovero, alla luce dei dati clinici e di laboratorio indicativi di progressiva evoluzione verso uno stato settico, con coinvolgimento multiorgano, nuova ed adeguata terapia antibiotica".

Avvocato Angelo Mangione-2Inoltre, gli imputati, secondo i pm, avrebbero sbagliato "nell'aver optato per una bonifica della calcolosi coledocica in luogo dell'intervento di colecistectomia ed eventuale coledocotomia con apposizione di drenaggio, trattamento idoneo ed indicato nel caso concreto, secondo le buone prariche in ambito chirurgico, al fine di rimuovere la causa flogistica-settica e al conseguente sepsi".

La morte della donna, quindi, avrebbe potuto essere facilmente evitata. Ed è una ricostruzione che il giudice ha ritenuto fondata, decidendo di rinviare a giudizio i quattro medici.

Gli avvocati Michele Di Pasquale, che assiste D'Arpa, e Anna Maria Lucania e Giuseppe Calabrese, che difendono Profita, precisano che "la copertura antibiotica c'era e la paziente è stata ricoverata per calcoli biliari". Inoltre "i consulenti del pm hanno sollevato delle perplessità sulla possibilità che la morte della donna potesse essere facilmente evitata".

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