Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Partanna-Mondello

Uccisa da un masso caduto dal Monte Gallo: chiesta la condanna dell'assessore Aristide Tamajo e di altri 11

La requisitoria del processo per la morte di Ornella Paltrinieri, 88 anni, schiacciata nella sua casa di via Calpurnio a Mondello, in seguito ad una frana avvenuta il 27 novembre del 2015. Imputati anche gli ex componenti della Giunta, Roberto Clemente e Emilio Arcuri, oltre a capi dell'ufficio della Protezione civile e tecnici

Un anno e 11 mesi, è questa la pena chiesta per tutti gli imputati - tra cui l'attuale assessore all'Istruzione, Aristide Tamajo, e due ex componenti della Giunta, Roberto Clemente ed Emilio Arcuri - in relazione alla morte di Ornella Paltrinieri Galletti, 88 anni, schiacciata e uccisa nella sua casa di via Calpurnio, a Mondello, da un masso che si era staccato dal Monte Gallo la notte del 27 novembre 2015.

La requisitoria dei sostituti procuratori Enrico Bologna e Felice De Benedettis si è tenuta nelle scorse settimane davanti al giudice della quarta sezione del tribunale monocratico, Daniela Vascellaro. La Procura ha chiesto la condanna di Tamajo, Clemente e Arcuri, in quanto assessore alla Protezione civile dal 2004 al 2015, ma anche di tre capi dell'ufficio della Protezione civile del Comune, Salvatore Badagliacca, Nicola Di Bartolomeo e Francesco Mereu, nonché del progettista dei lavori Massimo Verga, dei tecnici Camillo Alagna, Emilio Di Maria e Giuseppe Vinci, e pure di Filippo Carcara e Antonio Dino che, assieme a Mereu, erano Rup (responsabile unico del progetto) per la messa in sicurezza di Monte Gallo, che iniziò con dieci anni di ritardo. Le accuse sono di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose (quella notte rimasero infatti ferite anche la figlia della vittima e la nipote). Nel processo la famiglia della vittima si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Alessandro Campo.

Gli imputati erano stati rinviati a giudizio dal gup Rosario Di Gioia a luglio del 2020. Sotto inchiesta erano finiti anche gli ex sindaci Diego Cammarata e Leoluca Orlando, ma anche Mario Li Castri, Rosario Verga, Fabio Cittati e Vincenzo Cerniglia, le cui posizioni erano state tutte archiviate

Dopo la morte dell'anziana partirono subito le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, e la villetta venne sequestrata. Il pericolo di frane dal Monte Gallo era ben noto da anni e, secondo l'accusa, il distacco del masso "era assolutamente prevedibile", sia perché eventi simili si erano già verificati in passato (nel 1994, nel 2009, nel 2013). Inoltre "la parete rocciosa di Capo Gallo - hanno rimarcato i pm - per l'assetto idrogeologico è classificata come zona pericolosità P4 molto elevata". E, per la Procura, la prova che la pericolosità di quell'area fosse nota risiede anche nel fatto che sin dal 2004 era stato elaborato dal Comune un progetto proprio per evitare tragedie come quella avvenuta il 27 novembre 2015, che era stato finanziato dal ministero dell'Ambiente nel 2008. I lavori tuttavia iniziarono solo due settimane dopo la morte dell'anziana, il 10 dicembre 2015, "perché venne avviata una procedura di somma urgenza", che per la Procura avrebbe potuto essere utilizzata anche anni prima. Una ricostruzione che è stata contestata dai difensori degli imputati.

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