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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Se ne va a soli 34 anni Elisa Trevisano, stella del basket palermitano

Per anni ha vestito la maglia del Verga, la principale squadra di pallacanestro femminile della città. Dal 2015 era un punto di riferimento del campus estivo del Tc2. Lascia un bambino di 10 mesi, il marito: "Io e scricciolo ti porteremo sempre nel nostro cuore"

Aveva il senso del canestro nel dna. Talento, tecnica e professionalità. Ma era la grinta che portava in campo, insieme all’umiltà di chi vuole fare sempre meglio, a renderla una giocatrice unica. E’ morta a soli 34 anni Elisa Trevisano, cestista e da qualche anno apprezzata istruttrice. E' andata via stanotte nel pieno della sua vita professionale e personale, arrendendosi a una malattia che non le ha dato scampo. Lascia un bambino di appena 10 mesi e un marito, anche lui giocatore di pallacanestro.

Un’agonista che prodigio lo fu sin da bambina. Già a 12 anni dava del filo da torcere in campo, mettendo a canestro ogni palla che le capitava tra le mani. E non poteva essere diversamente per una figlia d’arte come lei. Suo padre, Giovanni detto Gianni Trevisano, fu un nome eccellente del basket palermitano (militò nel Rocche di Rao). Elisa ha vestito la maglia del Verga, la principale squadra di pallacanestro femminile della città e ogni volta che entrava in campo, in casa al PalaMangano o in trasferta, i tifosi non potevano far altro che applaudirla ad ogni tiro.

Elisa era talmente tanto innamorata di questo sport che non ha mai avuto paura di ricominciare anche in realtà più piccole quando la vita glielo ha chiesto. Così dopo il Verga ha vestito la maglia dell’Otium, per poi dedicarsi completamente a quello che desiderava: insegnare ai bambini non solo la tecnica del basket, ma tutti quei valori che un vero atleta deve avere per essere il numero 1 in campo. Insegnava all'Arena Basket, una scuola di minibasket per bambini, ragazzini e giovani di ogni età. D’estate, dal 2015, fu punto di riferimento del campus estivo di basket del Tc2 che la ricorda così: "Maestra di basket che, sin dal suo ingresso nel nostro staff, è stata amata e stimata da chiunque. Ragazza solare, una forza della natura, un vulcano di idee, una combattente dentro e fuori il campo". 

Così oggi il mondo del basket è a lutto. “Una persona splendida, innamorata del suo sport e dei ragazzi - racconta chi la conosceva bene -. Sarebbe potuta rimanere sempre al Verga, la squadra della città dal punto di vista del basket femminile. Invece ha ricominciato anche in società più piccole, probabilmente per poter iniziare a lavorare sin da subito con i ragazzini. Una soddisfazione personale per lei. Aveva la stoffa. Quasi più della sua carriera però valeva il rispetto verso le persone. Riusciva ad essere amica di tutti, ma non sopportava torti e ingiustizie. Era una tosta che combatteva in campo e fuori, perché odiava ogni disparità”. E non è un caso se una volta a 13 anni, durante l’intervallo di una partita di C2, disse di convocare anche Jessica Corrao, sua storica amica e compagna, altrimenti lei non avrebbe giocato. Aneddoti su aneddoti che ora si intrecciano al ricordo di una ragazza, giocatrice e mamma, che l’intera città piange.

Tanto era l’amore per il basket che sposò un cestista, come lei, che oggi prova a trovare conforto nelle parole dei tanti che sui social la ricordano. “Nello sport e nella vita ci hanno sempre insegnato che non si molla, che bisogna lottare con tutte le forze - è il messaggio affidato a una bacheca virtuale dal marito Marco - tu questo l'hai sempre fatto! Hai sempre lottato per ottenere ciò che volevi e ci sei sempre riuscita. Lo sport ci ha anche insegnato che quando perdi, puoi perdere in svariate maniere. Puoi prendere un’imbarcata di 30 punti e tornare a casa distrutto e a testa bassa o puoi lottare senza mai arrenderti, anche se l’avversario è il più forte che tu abbia mai incontrato... A quel punto avrai perso, ma sarai fiero di te stesso e tornerai a casa a testa alta. Oggi ti dico che sono fiero e onorato di esserti stato accanto. Sei stata sconfitta ma non hai mai mollato fino all’ultimo respiro, senza mai lamentarti. Basta leggere tutti i messaggi che ti hanno dedicato per capire che tutto il palazzetto è in piedi ad applaudirti! Ti amo amore mio. Ora è il momento di riposare. Vorrei farti vedere quante persone ti vogliono bene, hai davvero lasciato qualcosa di indelebile in questo mondo. Io e Scricciolo ti porteremo sempre nel nostro cuore. Ciao Bionda”.

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