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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

La bimba morta per sfida su TikTok, Scavone: "Lavoriamo a protocollo per gestire potenziali rischi"

L'assessore alle Politiche sociali della Regione propone la creazione di un tavolo di confronto fra tutte le istituzioni interessate per arrivare alla stesura del documento che faccia da guida operativa: "Necessario fare appello alle risorse educative dell’intera comunità"

Un tavolo di confronto fra tutte le istituzioni interessate per arrivare alla stesura di un protocollo operativo di intervento che aiuti gli educatori a individuare possibili situazioni di rischio e offra gli strumenti per superarle. E' la proposta avanzata dall'assessore alle Politiche sociali della Regione, Antonio Scavone, dopo la tragica morte di Antonella Sicomero, la bimba di 10 anni rimasta vittima di una sfida su TikTok. Scavone lo definisce un "tragico evento, che ha visto una bambina travolta dalla crudeltà di individui spietati che utilizzano cinicamente gli strumenti di comunicazione sociale". Un fatto che "interpella tutti e chiama alle loro responsabilità le istituzioni, specie quelle che svolgono funzioni di protezione nei confronti dell’infanzia e delle categorie più deboli. Come genitore mi stringo all'immenso dolore della famiglia”.

"Lo sviluppo delle tecnologie ha prodotto molti progressi nelle relazioni umane, ma ha anche ampliato paurosamente le possibilità di compiere azioni malvagie, coprendole persino di anonimato - continua Scavone - è necessario fare appello alle risorse educative dell’intera comunità civile per sostenere le famiglie e tutti coloro che svolgono il sempre più difficile compito di educare”.

“I poteri delle istituzioni, da quelli delle Autorità di garanzia a quelli delle Autorità di vigilanza e di polizia - aggiunge Giuseppe Vecchio, Garante regionale per l'Infanzia e l'adolescenza - sono estremamente limitati rispetto alla pericolosità e all’invadenza di strumenti facilmente disponibili da parte di criminali. Il caso tragico della bambina palermitana e il dolore della sua famiglia ci scuotono particolarmente. È necessario renderci conto, tuttavia, che si tratta - continua Vecchio - solo della punta di un fenomeno sommerso i cui effetti nei confronti di molte persone fragili, e in particolare degli adolescenti, richiamano gli adulti alla costruzione di un rigoroso percorso di 'controllo' che, partendo dai dati e dall'esperienza, sviluppi efficaci e tempestive azioni di contrasto“.

“Come assessorato alla Famiglia, insieme al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, e con il coinvolgimento degli assessorato all'Istruzione e alla Sanità, del Corecom, dell'Ufficio scolastico regionale, degli Uffici giudiziari competenti e delle Forze dell'ordine, in primis la polizia postale - prosegue ancora Scavone - dobbiamo unirci per affrontare una battaglia difficilissima, sostenendo e potenziando tutte le iniziative del sistema educativo che possano contribuire alla tutela della serenità dei minori e al sostegno delle famiglie nell’esercizio del difficile compito al quale sono chiamate. Ho dato incarico al garante per l'infanzia di verificare la disponibilità di tutte le istituzioni interessate per arrivare ad un tavolo di confronto unitario dove, insieme a esperti come psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, ognuno possa offrire la propria esperienza affinché si arrivi alla stesura di un protocollo operativo di intervento che aiuti gli educatori a individuare possibili situazioni di rischio e contestualmente offrire gli strumenti per superarle”.

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